In una scuola dell’infanzia di Milano, in zona Porta Venezia, un genitore anti-vaccini ha chiamato i carabinieri affinché suo figlio, sprovvisto della necessaria documentazione sanitaria richiesta a partire da quest’anno, venisse ammesso all’interno dell’istituto. I carabinieri, però, non hanno potuto far altro che constatare che il bambino fosse privo dei requisiti richiesti per legge per essere ammesso alla scuola dell’infanzia e che quindi non potesse frequentare l’asilo.

L’uomo ha spiegato che lui e sua moglie sono obiettori e che non avrebbero alcuna intenzione di firmare dei documenti che assicurino che il bambino è vaccinano o che lo sarebbe stato a breve. La coppia avrebbe fatto sapere anche di essere intenzionata a far ricorso al Tribunale amministrativo regionale per far valere le proprie pretese.

Il papà di Milano che ha contestato, non è però l’unico a non aver presentato alcun tipo di documentazione per l’ammissione del proprio figlio alla scuola dell’infanzia. Si stima, infatti, che su oltre trentamila bambini iscritti a nidi e materne, più di tremila non sarebbero in possesso del certificato idoneo per essere ammessi. I genitori di questi bambini non avrebbero presentato documentazione di alcun tipo, né attestante che i vaccini siano avvenuti né attestante che il proprio figlio è in lista d’attesa per essere vaccinato. Per tutti i bambini sprovvisti di tali certificazioni, il Ministero della salute ha infatti previsto che a partire da martedì 12 settembre, non possa avvenire l’iscrizione alla scuola dell’infanzia.