Paura nel tardo pomeriggio di ieri nei pressi dell’anagrafe di Milano, sito in via Larga: un uomo è infatti entrato negli uffici armato di un taglierino, e dopo aver minacciato il personale e il pubblico ha raggiunto il quarto piano dell’edificio, dove si è asserragliato.

Il responsabile dell’accaduto è Gerardo Giardiello, fratello minore di Claudio, ovvero l’autore della strage al tribunale di Milano dello scorso 9 aprile 2015 (nella quale morirono il socio Giorgio Erba, l’avvocato Lorenzo Claris Appiani e il giudice Ferdinando Ciampi). Il killer è stato condannato all’ergastolo lo scorso luglio.

Gerardo ha destato preoccupazione minacciando di buttarsi dalle finestra, arrivando a mettere i piedi fuori dal davanzale reggendosi sul parapetto: l’uomo protestava per il taglio dell’energia elettrica nell’alloggio Aler in piazza Insubria in cui vive, assegnato alla suocera della sorella. Motivo del mancato allaccio sarebbe il ritardo della regolarizzazione del contratto a suo nome.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e dei vigili del fuoco, che hanno evacuato il palazzo prima di entrare in trattative con l’uomo, che chiedeva di parlare con l’assessora alla Sicurezza del Comune, Carmela Rozza, la quale si era già occupata di lui nel 2011, quanto era ancora consigliere comunale.

Sei anni fa, infatti, Giardiello aveva nuovamente minacciato il suicidio davanti a Palazzo Marino: Giardiello infatti soffre di depressione, e anche quella volta fu la Rozza a rassicurarlo come accaduto ieri. Dopo essersi calmato in seguito all’assunzione di un farmaco, gli agenti sono riusciti ad afferrarlo prima che cadesse nel vuoto. L’uomo è stato portato al Policlino, e dimesso poco dopo gli accertamenti del caso.

Questo il resoconto dell’agente che lo ha accompagnato a casa: “Siamo rimasti con lui fino a quando non si è calmato totalmente. L’accordo che abbiamo raggiunto è che domani, nell’eventualità in cui non dovesse tornare la corrente entro stasera, può venire da noi al comando per risolvere questa situazione”.