C’è un magico mondo nascosto agli occhi indiscreti del pubblico nel quale avvengono meraviglie e innumerevoli drammi, si chiama backstage e, come una fabbrica di bambole, sputa fuori direttamente in passerella splendidi modelli truccati, acconciati e vestiti. Vi siete mai chiesti com’è un backstage e l’aria che si respira? Come sono i modelli quando non sfilano con lo sguardo fiero dritto davanti a sé? Ve lo svelo io, ma è necessaria una precisazione: al backstage uomo è vietato l’accesso alle donne deboli di cuore, c’è l’elevato rischio di innamorarsi (e non c’è tempo per svenire).

La prima sensazione tangibile quando si varca la soglia di un backstage è l’adrenalina: decine e decine di persone, oserei dire un centinaio, tra stilisti, assistenti, modelli, make up artist, hair stylist, fotografi e giornalisti corrono avanti e indietro. Del resto il tempo a disposizione è poco (in genere tre ore) e tutto deve essere curato nei dettagli.
Inutile farsi illusioni: per sopravvivere e non essere travolti bisogna tenere il coltello tra i denti. (guarda foto e video della sfilata di Dsquared2)

Una scoperta fondamentale vi cambierà (in peggio) la giornata: i modelli mangiano, eccome se mangiano! E non mangiano (solo) frutta e pinzimonio scondito, macché, mangiano lasagne, trofie al pesto, torte, dolcetti, fragole ricoperte di cioccolato. Abbiamo prove visive a testimonianza di ciò, date un occhio alla photo gallery. Probabilmente questa è la peggiore scoperta che si possa fare in un backstage, ma già che si è lì, tanto vale accettare il proprio infame metabolismo e approfittarne, sedersi affianco ad un modello in pausa e dire di aver pranzato con lui. (Vivienne Westwood alla Milano Moda Uomo)

Ecco invece ora una scoperta che vi migliorerà finalmente la giornata: i modelli sono simpatici, disponibili e sorridenti!
Se gli fai una foto si mettono in posa e dopo aver scattato ti sorridono. Se incontrano il tuo sguardo (dopo un attimo di mancamento) noterete che vi sorridono con il loro volto angelico. Anche qui vale il discorso di prima: cuore impavido o brodo di giuggiole, a voi l’ardua scelta.

Questi modelli possono essere talmente simpatici che vengono a chiacchierare con te oppure ti ci puoi ritrovare insieme a ballare al ritmo di “Gold Digger” – ebbene sì, è successo davvero da Dsquared2 – e il backstage per qualche minuto può anche trasformarsi in un club dove, complice la presenza della consolle, vengono lanciati alcuni dischi e ti sembra che allora valga davvero la pena di rischiare la vita nella frenesia del backstage.

Le scene più esilaranti generalmente si vedono al momento della vestizione dove i nostri cari modelli vengono trattati come dame dell’800 e vestiti con la massima attenzione da uno stuolo di personaggi che chiameremo “addetti alla vestizione”, con buona pace del loro titolo, se esiste.
Un lavoro molto brutto insomma.

Immagino gli “addetti alla vestizione” come dame di compagnia e voglio immaginare i modelli incapaci di vestirsi da soli a casa.
Anche per lo svestimento a casa credo che abbiano delle aiutanti, ma suppongo siano di un’altra tipologia.

E così puoi vedere modelli nudi che si aggirano spavaldi ed incuranti del pudore (e dei cuori deboli) oppure incappucciati da teli bianchi per proteggere il make up durante la vestizione che talvolta può anche essere difficoltosa e richiedere diversi secondi di soffocante attesa.

Oltre agli “addetti alla vestizione”, un’altra figura ha un ruolo cruciale nella preparazione dei modelli/dame dell’800: il make up artist.

Il make up artist si prende cura del modello, gli massaggia volto e collo con le creme, gli spalma unguenti a base di correttore e fondotinta sulle zone del corpo visibili.
Chissà quali sono le espressioni dei volti dei make up artist nei backstage per le sfilate di intimo o moda mare uomo.
Un altro brutto lavoro insomma.

Nei backstage c’è però anche spazio per la tenerezza: vedere lo stilista che gira per controllare che i suoi ragazzi siano perfetti per quanto riguarda outfit, trucco e parrucco mi ha sempre trasmesso una sensazione di dolcezza, come se il designer fosse una chioccia autoritaria dal cuore di panna che controlla che le sue creature siano pronte per affrontare il mondo nel migliore dei modi.

Vivere il backstage è un’esperienza bellissima e scoprire parte del grande lavoro che c’è dietro ad una sfilata fa accrescere ancora di più il rispetto verso il mondo della moda.

Qui sotto tutte le foto dai backstage milanesi!

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