Erano 600 ospiti gli ospiti della sfilata Missoni dei giorni scorsi per Milano Moda Uomo, questa volta riservata solo agli addetti ai lavori, cioè stampa e compratori.

Manca la famiglia Missoni, ed è ovviamente la cosa che più colpisce, perché non sono mai mancati. Sempre uniti e solidali dai nonni fondatori fino ai tanti nipoti.

C’è Angela però, sorella di Vittorio e stilista della casa, che è rimasta nel back stage a lavorare guardandosi bene dal star sottotiro di fotografi e giornalisti. Aveva già avvertito tutti infatti di voler stare da sola con i suoi collaboratori.

Questa doveva essere la sfilata dei 60 anni della casa Missoni, la passerella è di sabbia, disegnata come le maglie colorate che hanno reso famoso lo stile Missoni (foto by InfoPhoto), difficile non pensare alla sabbia delle isole di los Roques, ma è inutile nascondere che  c’è un grande sforzo, da parte di tutti, per non trasformare la sfilata in un momento di lutto. Anche perché tutta la famiglia rifiuta quest’inaccettabile idea. Anche il comunicato di Angela parla dell’ostinata ricerca che continua imperterrita in quel lontano triangolo di Oceano Atlantico.

Sui sedili per ogni posto c’è la cartelletta stampa fermata da un nastrino con un piccolo portachiavi, un geco fatto di perline. Il foglio che spiega l’ispirazione della collezione rinnova lo sconcerto quando parla del ”blu scuro e dell’acquamarina che evocano l’Oceano Pacifico che si infrange contro la costa nordoccidentale”.

Nella nuova collezione ci sono tanti jeans, in velluto o cotone. Le maglie sono lontane stavolta note fantasie del brand, sembrano create dai nativi americani, sono più rustiche, parlano di deserti e rocce, ma anche di Alaska e di ghiacciai. Grigio ardesia e blu scuro e color sabbia i colori predominanti.

Il cammello si mescola alla seta e al cashmere. Finisce la sfilata scatta l’applauso, il pubblico si alza in piedi, speranzoso forse in una comparsata sul palco di Angela, che però non si palesa, anzi se ne è già andata. Come biasimarla.

Ecco qualche scatto: