Un casinò nel cuore di Milano, anche se più che al teatro Alcione di Piazza Vetra sembrava di essere a Las Vegas. Una sfilata che ha spaccato, divertente, scanzonata, quella messa in scena ieri sera da Philipp Plein, per la prima stagione nel calendario ufficiale di Milano Moda Uomo.

Giornalisti e ospiti si sono accomodati in una sala dove troneggiavano due maxi slot machine, poi le luci si sono spente ed è entrata lei, Isabeli Fontana, dea della fortuna dello stilista. La super top model ha iniziato a giocare la sua partita alle slot machine fino a che non ha fatto 3, ovvero fino a che non sono usciti tutti simboli uguali, quelli che contraddistinguono Philipp Plein.

Allora sono scese in passerella le nuove proposte della collezione Primavera/Estate 2014 e un’anteprima assoluta della linea Philipp Plein Underwear. Modelli divertiti e improvvisati ballerini si sono alternati senza regola, indossando pezzi classici, raffinati e formali, e capi street assolutamente underground, come la leather jacket d’archivio. Realizzata in versione bicolore rosso/nero, ha le borchie applicate sui revers e sulle maniche imbottite, e si porta con pull, camicia e papillon neri ultra classici, shorts di cotone sportivi e mocassini con impresse le carte vincenti dello stilista.

Poi i tuxedo super slim si sdrammatizzano con stringate camouflage, un colpo di luce che illumina la figura, oppure con sneakers alte e pantaloni baggy da jogging. Lo zaino, lussuosissimo ma sportivo, è parte integrante dei look, anche di quelli più classici, e sottolinea perfettamente il concetto di sporty elegance firmata Plein. La moda è, dunque, contrasto e sovrapposizione, perché bisogna essere gentleman raffinati e audaci scommettitori.

Al termine della sfilata lo stilista è uscito accompagnato dalla bellissima Isabeli sotto una pioggia di banconote da un dollaro con impresso il motto “Natural Born Winners”, invitando tutti a giocarle al suo casinò, accompagnati dal DJ Set di Marcelo Burlon. E il party ha avuto inizio…

credit images Press Office Philipp Plein e Margherita Tizzi