Dopo oltre 75 anni, ritrovati a Milano tre quadri del XV secolo sequestrati dai nazisti nel 1944. Secondo i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Monza, si tratta di tre dipinti “di valore inestimabile”, recuperati dopo una lunga indagine ed ora affidati alla Pinacoteca di Brera di Milano: “Un passaggio tecnico in luogo idoneo – ha spiegato il capitano Francesco Provenza, che guida il Nucleo di Monza – per limitare ulteriori deterioramenti fisiologici e in attesa dei successivi sviluppi investigativi”.

Le opere sono state ritrovate presso gli eredi delle famiglie di collezionisti che fin dal Dopoguerra hanno conservato i quadri in violazione delle leggi emanate tra il 1946 e il 1950, che obbligano alla restituzione dei beni sottratti con violenza dalle truppe tedesche durante la Seconda guerra mondiale. Due persone sono state di conseguenza iscritte nel registro degli indagati per ricettazione, anche se l’accusa sembra destinata a cadere in quanto, in qualità di eredi, non vi è dolo. Ad ogni modo, a seguito della confisca, i dipinti entreranno nel patrimonio artistico dello Stato. Si tratta di un dipinto olio su tela attribuito a Giovanni Battista Cima, in arte “Cima da Conegliano” (1460-1518) raffigurante “Madonna con Bambino” (65×51 cm); un dipinto tempera su tavola attribuito a Alesso Baldovinetti (1425-1499) raffigurante “Trinità” (60×38,5 cm a cuspide) ed un dipinto olio su tela firmato “Jeronimus ex libris”, Girolamo Dai Libri (1474-1555), raffigurante “Circoncisione/presentazione di Gesù al Tempio” (83×101 cm).

Le opere non sono in perfetto stato di conservazione e sarà necessario un intervento di restauro, che probabilmente varrà eseguito proprio a Milano, ma la loro storia sembra uscire direttamente dalle pagine di un romanzo: con l’ingresso dell’Italia in guerra, venne deciso il sequestro dei beni degli stranieri di nazionalità nemica, così che nel 1944 l’intera collezione d’arte del principe di Lussemburgo Felice di Borbone Parma, conservata nella Villa delle Pianore a Camaiore (vicino a Lucca), venne sequestrata dalla truppe naziste. Le opere furono prese dalla 16° Divisione Corazzata SS e collocate nel Castello di Dornsberg, nei pressi di Merano (BZ), residenza del Generale Wolff, capo delle SS in Italia. Da qui sarebbero poi state trasportate in Germania, dove, nel ’45, vennero recuperate dai militari della 5° Armata americana, più noti come “Monuments men”, un gruppo di 350 tra uomini e donne (per lo più restauratori, archivisti, direttori di musei, esperti di arti figurative e archeologi) incaricati di recuperare i capolavori trafugati dalle truppe di Hitler. Nel 1949 la collezione Borbone-Parma venne così restituita al proprietario, ad eccezione di una quarantina di tele, tra cui le tre recentemente ritrovate.

La famiglia venne all’epoca risarcita dal ministero del Tesoro italiano, per cui ora gli eredi hanno perso ogni diritto su di esse. Dopo infinite traversie le tre opere entreranno ora nel patrimonio artistico dello Stato, e dopo il restauro potrebbero finalmente trovare pace e una degna collocazione.