Alberto Flores d’Arcais, 61 anni, era accusato di atti sessuali con minorenni e da luglio si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Milano. L’uomo, proprio per queste ragioni, ha deciso di farla finita buttandosi dalla finestra della sua casa: gravissime le ferite riportate subito dopo la caduta dal sesto piano. Ai familiari aveva lasciato un biglietto con su scritto: “Vi amo, perdonatemi”. Stando alle prime indiscrezioni, sarebbero state trovate altre buste – forse 10 – tutte destinate ad amici e colleghi, e adesso nelle mani della magistratura che le ha sequestrate per far luce sull’accaduto.

Pedofilia, atti sessuali con 13enni

Il primario era stato accusato di 18 episodi di presunti comportamenti illeciti su bambine di 13 anni durante le visite mediche da lui effettuate nell’ospedale di Legnano (Milano). L’uomo, però, che si trovava ai domiciliari così come disposto dalla Procura di Busto Arsizio, aveva sempre ribadito la sua innocenza. “Come suo medico di famiglia – ha dichiarato Alberto Aronica - ero autorizzato ad andarlo a trovare. A fine luglio stava molto male e ho consigliato una visita psichiatrica perché avevo capito che era a rischio suicidio. E’ stato visto da psichiatri tre volte. La richiesta di libertà si basava sulla perizia di parte, redatta da un noto pediatra che, guardando i filmati, ha ritenuto di vedere solo riprese di normali visite pediatriche. Purtroppo questa perizia è stata ignorata [...] Insomma una vittima innocente di un’accusa assolutamente falsa. Aveva perso tutto, aveva perso ogni speranza”.

Pedofilia, pediatra ribadiva la sua innocenza

“Il consulente aveva appena terminato le perizie sui due computer in uso al medico dai quali è emerso copioso materiale, circa 5mila file” ha detto il procuratore capo della Repubblica di Busto Arsizio Gianluigi Fontana riferendosi alla presenza di immagini pedopornografiche. Sarebbero emersi anche accessi a siti pedopornografici e ad una sito che racconta di abusi su bambine.