[AGGIORNAMENTO 2] Il bilancio delle vittime è salito: sono in totale quattro le persone uccise da Claudio Giardiello: il primo è l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, suo legale, il secondo è l’ex giudice fallimentare Fernando Ciampi, il terzo il testimone Giorgio Erba e infine è stato rinvenuto presso il Palazzo di Giustizia un quarto corpo privo di vita, ancora non identificato, di uomo deceduto probabilmente a causa di un infarto.

[AGGIORNAMENTO 2] Il killer Claudio Giardiello è stato catturato dai carabinieri a Vimercate. L’uomo era riuscito a dileguarsi e a inforcare una motocicletta, arrivando in questo modo fino al paese della provincia milanese.

Il secondo uomo ucciso nella sparatoria sarebbe l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, la cui rinuncia al caso di Giardiello ha scatenato la sparatoria, ma dalle parole della polizia ci sarebbe una terza vittima, per ora ancora non identificata, il cui cadavere è stato ritrovato nei corridoi del Tribunale. A causare la morte potrebbe essere stato un infarto.

A quanto pare il responsabile della strage sarebbe riuscito a eludere l’esame del metal detector presentandosi in Tribunale proprio insieme al suo avvocato. Magistrati e legali, infatti, non sono sottoposti a controlli.

I due feriti sono invece Giorgio Erba e Davide Limoncelli, ambedue imputati nel processo per bancarotta fraudolenta. Il primo dei due, 60 anni, è deceduto da poco nonostante il ricovero presso il Policlinico, dove era stato sottoposto a un’intervento chirurgico. Disperate anche le condizioni di Davide.

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Terrore al Palazzo di Giustizia di Milano, dove in un’aula del tribunale sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco che avrebbero provocato tre morti e alcuni feriti, stando alle prime notizie che provengono dal luogo e le dichiarazioni del presidente della Corte d’Apello di Milano Giovanni Canzio.

Il responsabile sarebbe Claudio Giardiello, imputato in un processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta nel caso del fallimento della società immobiliare Magenta Srl. Stando ai testimoni e agli avvocati presenti in aula l’uomo avrebbe utilizzato la pistola dopo la rinuncia al mandato da parte del suo difensore.

I colpi sarebbero stati indirizzati prima contro un testimone del processo e poi verso alcuni uomini seduti sulle panche per il pubblico.

Giardiello è riuscito a fuggire durante la confusione generata dalla situazione, ma dovrebbe trovarsi ancora dentro il Palazzo di Giustizia di Milano, che è stato evacuato dalla polizia arrivata sul posto, che ha dovuto gestire centinaia di persone nel panico che si sono riversate per strada.

Un testimone dei fatti afferma di essere scappato dopo aver udito degli spari e aver visto un uomo che si trascinava con una gamba insanguinata.

Una delle vittime della sparatoria sarebbe l’ex giudice fallimentare Fernando Ciampi, presente in qualità di testimone avendo emesso una sentenza nei confronti di una società collegata alla Magenta. Sul posto sono arrivate tre autoambulanze e un’automedica.

Per questione di forza maggiore è stato ovviamente  annullato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’Expo in corso in Prefettura, al quale erano presenti il presidente della Regione Roberto Maroni, il sindaco Giuliano Pisapia e il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Mentre Maroni ha lamentato l’inadeguatezza delle misure di sicurezza riguardo all’entrata in tribunale di un uomo armato, tanto più che non dovrebbe essersi trattato “di una organizzazione che ha compiuto dei sopralluoghi“, Pisapia si è messo a disposizione dei magistrati per comprendere cosa è possibile fare “per intervenire perché questa persona si arrenda e non faccia aumentare una tragedia che è già enorme“.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si sta recando a Milano per seguire gli sviluppi. Non avrebbe subito gravi lesioni, invece, l’uomo ferito alla gamba. Il commercialista Stefano Verna ha infatti rassicurato i giornalisti riguardo alle sue condizioni di salute.