Tassisti sul piede di guerra a Milano. Questa mattina un centinaio di auto bianche è partito in corteo, inscenando una protesta spontanea contro Uber, contro i tassisti abusivi e le regole del settore. I tassisti milanesi si sono spinti fin sotto la sede della Regione Lombardia, al Pirellone, unendosi al presidio degli allevatori di Copagri.

I taxi hanno raggiunto il centro del capoluogo lombardo partendo dall’aeroporto di Linate. Il corteo, senza sigle sindacali, ha causato rallentamenti al traffico. La manifestazione di questa mattina è l’ultima di una serie di proteste organizzate dai tassisti milanesi contro il servizi offerti da Uber che permette di prenotare un’auto privata con autista per spostarsi in città.

Di recente Uber ha lanciato un nuovo servizio, UberPop, che permette ai cittadini di condividere il mezzo privato offrendo un passaggio a chi compie lo stesso tragitto a Milano, localizzato attraverso un’applicazione intuitiva. Un servizio di ridesharing innovativo che sta mettendo in seria difficoltà i tassisti, sottraendo alle auto bianche una fetta sempre maggiore di clienti.

Il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi si è schierato con i tassisti, definendo UberPop un servizio illegale che comporta l’esercizio abusivo della professione. Ma i tassisti chiedono regole più chiare a tutela della loro categoria.

Intanto è polemica per gli insulti alla country manager di Uber Benedetta Arese Lucini. Ieri mattina la donna ha trovato ad attenderla sotto casa uno striscione con pesanti insulti rivolti anche all’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran. Gesto su cui sta indagando la Digos e che ha causato una rivolta dell’opinione pubblica contro la deriva sessista e violenta della protesta.

Beppe Servegnini ha chiesto ai tassisti di moderare i toni della contestazione:

Intimidire una giovane italiana per scoraggiare un concorrente. I tassisti di Milano – con cui viaggio quotidianamente, discuto e scherzo – devono intervenire. Tocca a loro fermare questa deriva. Dicano “Basta”. Perché se a Benedetta Arese succede qualcosa, non potranno cavarsela sussurrando “Le solite teste calde!”

Il S.A.Ta.M./C.N.A., il Sindacato Artigiani Taxisti di Milano e provincia, si è affrettato a dissociarsi:

Lo striscione appeso davanti all’abitazione privata di Benedetta Arese corrisponde ad una violenza gratuita e indifendibile. Andare avanti di questo passo non risolve i problemi, i toni troppo accesi e gli insulti volgari non fanno che inasprire ogni tentativo di dialogo finora andato a vuoto. Chi ha commesso questa azione deve rendersi conto che si è trattato di pura vigliaccheria che, come un boomerang, si ritorce contro.