Il 33enne Arturo Saraceno, arrestato nella giornata di ieri, ha confessato: è stato lui a uccidere la ex fidanzata Debora Fuso nell’abitazione di Magnago, in provincia di Milano, che i due condividevano fino a qualche settimana fa.

Stavo mangiando, lei era qui per un chiarimento, abbiamo litigato per l’ennesima volta e mi é partito un embolo“: queste sono le parole con cui l’uomo ha spiegato gli investigatori cosa lo ha spinto a togliere la vita con un coltello da cucina alla ragazza 25enne con la quale sperava di sposarsi. I due si frequentavano molto meno negli ultimi mesi, e da quanto raccontano i conoscenti Debora non sarebbe stata intenzionata a convolare a nozze con Arturo.

Saraceno si è poi ferito al petto con lo stesso coltello, forse tentando il suicidio: dimesso dall’ospedale con una prognosi di 7 giorni, l’uomo è fuori pericolo, ma ora deve affrontare l’accusa di omicidio.

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri di Legnano sono accorsi nell’abitazione del condominio di via Cardinal Ferrari, allertati da una telefonata di un vicino. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno trovato il corpo di Debora riverso sulle scale, dove era riuscita a trascinarsi nel disperato tentativo di fuggire dopo le ferite che le erano state inferte dall’ex fidanzato, che si era accanito dopo il primo colpo vibrato quasi senza rendersene conto.

In casa invece si trovava Arturo, anch’egli riverso per terra e ferito, anche se non gravemente. Nella sua lunghissima ricostruzione, durate oltre sei ore, l’uomo ha spiegato di essere riuscito a convincere la sua ex a recarsi da lui per chiarire i motivi della loro separazione, la quarta in sei anni insieme: poi la lite improvvisa, con tutta probabilità  e il tragico omicidio.

Proprio per il reato di omicidio volontario stanno investigando il pm Maria Cardellicchio. Pare escluso che Saraceno possa essersi trovato in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.