Nel testo del Milleproroghe – che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – non c’è la proroga sul blocco degli sfratti chiesta a gran voce dalle associazioni degli inquilini. Secondo il ministero delle Infrastrutture il non inserimento è determinato dal fatto che nel decreto casa sono stati incrementati i fondi affitti e morosità incolpevole.

Secondo il ministero i due fondi hanno uno stanziamento di 446 milioni di euro. Sono stati poi stanziati altri 400 milioni per la ristrutturazione degli alloggi nelle case popolari. Intanto Aldo Rossi, il segretario nazionale del Sunia lancia l’allarme che circa “30.000 famiglie rischiano lo sfratto“.

L’Unione degli inquilini in questi giorni aveva inviato una lettera aperta al primo ministro Matteo Renzi per chiedere di inserire “una proroga che riguardava una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione (quindi escludeva sia la morosità, oggi causa prevalente delle sentenze, sia la necessità per il proprietario di riavere l’alloggio) e interessava esclusivamente un numero limitato di famiglie“. Si trattava di “nuclei con redditi complessivi lordi inferiori a 29 mila euro e contemporanea presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali“. Non sono stati ascoltati.

Tra chi è a favore della mancata proroga degli sfratti è Confedilizia: “Il governo evita il trentunesimo blocco degli sfratti: ha rotto la rituale liturgia“. Secondo il suo presidente, Corrado Sforza Fogliani: “Sarebbe stato il trentunesimo, in ragione di più di uno all’anno dall’infausta legge dell’equo canone, che non risolse alcun problema ma nel contempo ne creò tanti“.

Il decreto fa anche slittare al primo gennaio del prossimo anno “l’applicazione alle Federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) delle norme di contenimento delle spese” che erano previste dalle amministrazioni pubbliche. La notizia è stata accolta positivamente dal presidente del Coni, Giovanni Malagò. Secondo il capo dello sport italiano, il rinvio “tranquillizza” “il nostro mondo che sarebbe stato messo in seria difficoltà operativa nell’anno che serve per qualificare gli atleti ai Giochi di Rio 2016“.

Il contenimento delle spese avrebbe penalizzato le federazioni impegnate nei tornei e nelle gare internazionali valide per le qualificazioni alle Olimpiadi.

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