“Che bassezza, la povertà di questa iconografia da strapazzo. Le similitudini per la tua antidemocraticità, per il tuo qualunquismo, per la tua voglia di reclamizzarti sono pezzi disordinati di ineleganza, al limite del ridicolo. O della querela. Ne vedremo delle belle, temo. Tu và, dritto come un fuso. Corri Forrest, corri…”.

Così Mina, la cantante e voce più bella della storia della musica italiana, scrive in un post sul blog del Movimento a Cinque Stelle.

Mina torna così a far parlare di sé dopo anni di silenzio, come lei stessa ammette scrivendo “ho lavorato pesantemente e mi ero imperdonabilmente distratta dalle vicende del Dolce Paese. Riaperto l’oblò, ritrovo ancora te, Beppe, nello splendore dei riflettori. Scusa, ma non eri un trascurabile, insignificante, nulla politico?”.

Prosegue il post paragonandolo con Mussolini, Stalin e Mao con i quali trova alcune ironiche somiglianze, ci sono infatti azioni che Grillo compie come loro, “bere, dormire, mangiare e, orrore, fare la cacca”.

Dalle parole utilizzate è chiaro che quello di Mina non è altro che uno sfogo sintomo di quello che lei descrive come “un piccolo momento per un’incazzatura”.

E basta guardarsi intorno per capire quanto in molti stiano, giustamente, vivendo lo stesso momento.