Non è morto nessuno ma un carabiniere è rimasto ferito. La serata del 1° settembre ha visto un giovane uomo di colore seminare il panico nella cittadina di Jesi, prima che le forze dell’ordine riuscissero ad arrestarlo dopo un lungo inseguimento. I passanti del centro storico della località marchigiana si sono trovati di fronte ad un incubo come quello di Milano di un anno fa, dove Adam Kabobo uccise tre persone a picconate.

Ha 26 anni, è un pluripregiudicato. L’ultimo arresto solo una settimana fa. Secondo le prime ricostruzioni, nella prima serata di ieri ha spaccato la vetrina di un’armeria e ha rubato delle armi da taglio, due machete. Li ha poi impugnati e ha cominciato a minacciare i passanti. Testimoni lo hanno udito pronunciare frasi sconnesse.

Carabinieri, poliziotti e vigili urbani lo hanno inseguito ma il pregiudicato è riuscito a fuggire per almeno un’ora e mezza. Ad un certo punto è stato circondato sui gradini della chiesa di S. Pietro. Il comandante della locale compagnia dei Carabinieri, il capitano Mauro Epifani, gli si è avvicinato per convincerlo ad arrendersi, dietro di lui la madre del giovane. Ma non appena gli è arrivato a tiro, questi lo ha colpito col machete, provocandogli lievi ferite. A questo punto gli altri agenti sono riusciti a bloccarlo.

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