A rispondere a Silvio Berlusconi che nella giornata di ieri ha iniziato a mostrare insofferenza nei confronti del governo Renzi, aveva definito la riforma del Senato ”Inaccettabile”, ci ha pensato Maria Elena Boschi.

Il ministro per le Riforme, tra gli esponenti del governo Renzi più in vista, intervistata da Skytg24 ha fatto sapere al leader di Forza Italia che “La maggioranza ha i numeri anche senza Forza Italia ma scommetto sulla tenuta dell’accordo del Nazareno, le parole di Berlusconi di ieri sera vanno in questa direzione”. Chiarendo anche che “sui punti principali della riforma del Senato, sui paletti essenziali, non c’è margine di manovra”.

Non ipotizzabile anche un ritorno alle urne a ottobre per il ministro: “Assolutamente no. Stiamo lavorando seriamente, siamo persone molto determinate, a partire dal premier, e non ci facciamo certo scoraggiare da chi cerca di metterci il bastone tra le ruote. Non pensiamo a un piano B in caso di fallimento”. (foto by InfoPhoto)

A replicare al ministro Boschi ci ha pensato Renato Brunetta che ha dichiarato: “Per il ministro Maria Elena Boschi le riforme avrebbero i numeri per passare anche senza Fi? Auguri”, “La settimana scorsa, lunedi’ scorso, e’ stato approvato dal Consiglio dei ministri il testo della riforma costituzionale del Senato. A tutt’oggi quella riforma non e’ stata neanche presentata al Senato, e ha subito ferocissime critiche, da destra e da sinistra, dai professoroni, dai professori, dai professorini, ed e’ stata giudicata inconsistente. Tanto che il presidente del Senato, Pietro Grasso, la seconda carica dello Stato, si è espressa ferocemente contro e ha indicato in 25-45 senatori del Pd il numero dei membri del gruppo del Partito democratico a Palazzo Madama contrari a quel testo. Dove sono i problemi? Non certamente in Forza Italia. Sono dentro il Partito democratico, o meglio dentro i gruppi parlamentari del Pd”, su Renzi il capogruppo di FI alla camera aggiunge, “Renzi ha fatto un’opa attraverso le primarie sul Partito democratico, ma non ha la maggioranza nei gruppi parlamentari del Pd. Per questa ragione ha dovuto fare il patto con Berlusconi, per questa ragione, se non c’eravamo noi neanche alla Camera l’Italicum veniva approvato”, ha concluso l’esponente di Forza Italia.