Rischiano di essere condannati i genitori di Eleonora Bottaro, diciassettenne di Bagnoli che il 28 agosto scorso è morta dopo aver rifiutato il trattamento chemioterapico necessario per una grave forma di leucemia. La giovane aveva rifiutato la chemioterapia poco prima di diventare maggiorenne (il 14 agosto) e secondo le indagini effettuate dalla procura di Padova sarebbero stati proprio i suoi genitori a ingenerare il lei la convinzione di dover rifiutare i trattamenti suggeriti dai medici dell’ospedale di Padova.

Lino Bottaro e Rita Benni potrebbero essere quindi rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento: i coniugi avrebbero infatti convinto la figlia che la chemioterapia per combattere la leucemia fosse inutile e nociva. Eleonora si è poi affidata a cure palliative con metodi naturali, fino a quando non è sopraggiunta la morte.

La ragazza aveva iniziato a star male nel precedente mese di dicembre. Da lì le analisi e quindi la diagnosi: leucemia linfoblastica acuta, da cui Eleonora avrebbe potuto salvarsi se si fosse affidata alla chemioterapia. Dal momento in cui i medici hanno suggerito il trattamento sono iniziati i contrasti con la famiglia della giovane. La coppia, piuttosto che seguire il consiglio dei medici curanti, si affidano alla filosofia del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, secondo cui il tumore è solo effetto di un grande trauma psicologico. Da qui la convinzione che la malattia della ragazza, in realtà, sia stata scatenata dal trauma di aver perso il fratello Luca, deceduto tre anni prima a causa di un aneurisma.

Eleonora, da parte sua, era stata sempre convinta della scelta fatta, tant’è da presentare ai giudici un memoriale in cui spiegava la sua visione – simile a quella dei genitori – e quindi la sua decisione.