Misantropo (dal gr. ‘misánthrōpos’, composto di ‘mîsos’=‘odio’ e ‘ánthrōpos’=‘uomo’) si dice di colui che è caratterizzato da misantropia, sentimento e conseguente atteggiamento di odio, disprezzo e totale mancanza di fiducia nei confronti del genere umano. Un misantropo è dunque letteralmente colui che ‘odia l’intera umanità’: una persona che, provando avversione per qualsiasi consorzio umano, manifesta poca socievolezza, è poco incline ai rapporti con gli altri e conduce una vita ritirata, solitaria, riducendo al minimo il contatto con i propri simili.

La vita del misantropo è votata alla ricerca della solitudine e della pace lontano dagli altri, tuttavia le motivazioni che stanno alla base di tale atteggiamento possono essere differenti, andando dal sentimento di alienazione all’arroganza culturale, così che il tema della misantropia da secoli affascina pensatori e letterati, da Socrate e Platone, passando per Kant, Sartre e Schopenhauer (che costituisce un famoso esempio di misantropo), fino al drammaturgo francese Molière (autore della celebre commedia ‘Le Misanthrope’) e gli scrittori Charles Bukowski (‘Storie di ordinaria follia’) e J.D. Salinger (‘Il giovane Holden’), ricordati per la loro filosofia spiccatamente misantropica. Non di meno il tema della misantropia ha influenza sul pensiero e le arti moderne, tanto da approdare sul grande e piccolo schermo attraverso personaggi quali Gregory House nella serie televisiva ‘Dr. House’; Montgomery Burns ne ‘I Simpson’ o Harold Finch, nella serie ‘Person of Interest’, tutti personaggi caratterizzati da un profilo spiccatamente misantropico.

Sinonimi di misantropo possono essere considerati: asociale, scontroso, scostante, solitario, burbero, orso. Contrari sono invece: cordiale, filantropo, socievole, affabile, espansivo, ecc.

“La misantropia nasce quando si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele, mentre poi, a poco a poco, si scopre che è malvagio e infido, un essere del tutto diverso” scrisse Platone nel IV sec. a.C. “Oggi chi conoscendo ed avendo sperimentato il mondo, non è divenuto egoista, se ha niente niente di senso e d’ingegno, non può esser divenuto che misantropo” gli fa eco Leopardi nello Zibaldone. Modi di dire oggi comuni sono invece: “vivere da misantropo” o “assumere atteggiamenti misantropi”.