Ici progressiva sulla prima casa e rivalutazione delle rendite ”sembrano” confermate.

Con la manovra fiscale del Governo torna l’Ici per l’abitazione principale ma con aliquote differenziate. E aumentano i valori catastali per avvicinarli a quelli di mercato. Un prelievo giustificato dal principio di equità e che porta al recupero di 5 miliardi di euro, un quarto dell’intero gettito.
Torna, dunque, l’Ici sulla prima casa (abolita nel 2008), ma in una versione modificata e più equa, accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali, ormai troppo lontane dai reali valori di mercato. Per quanto riguarda l’idea di un’imposta patrimoniale tutto ancora tace.


Da precisare che l’Ici è progressiva, basata cioè sulla progressività, ovvero sul rafforzamento del principio costituzionale secondo il quale chi ha di più paga di più. Forse è il caso di ricordare, perché la cosa sia più chiara, che in altri tempi l’abolizione dell’Ici sulla prima casa riguardava indistintamente tutti i proprietari di immobili, indipendentemente cioè dalla tipologia della proprietà.

La nuova Ici, ormai quasi certa, si muove su criteri diversi: intanto forse cambierà denominazione, pur restando sempre un’imposta comunale sugli immobili, e sarà un anticipo della nuova Imu, l’imposta municipale unica, Imu, introdotta dal federalismo fiscale, che nel 2013 sostituirà sia l’Ici che l’Irpef sui redditi fondiari oggi pagata dai proprietari di seconde case sfitte.

E inoltre l’imposta dovrebbe variare in base al valore dell’immobile e ad altri parametri, anche per non penalizzare troppo chi possiede una casa che ha acquistato con i propri risparmi e con molti sacrifici.

Per quanto riguarda le rendite catastali, ovvero la loro rivalutazione, sembra che questa sia mirata ad una maggiore equità della fiscalità immobiliare. I valori catastali, infatti, sono fermi a decenni fa, quando soprattutto l’impianto delle grandi città e i conseguenti valori di mercato erano diversi ed ora invece sono superati e inadeguati ai tempi in base ad un ovvio processo di evoluzione attraverso gli anni.

Molte zone hanno addirittura cambiato fisionomia e i valori degli immobili dovrebbero essere adeguati alla nuova performance. Per avvicinare i valori fiscali a quelli reali si ipotizza una rivalutazione delle rendite tra il 10 e il 20%, presumibilmente del 15%. Tuttavia, per il momento, sarebbe un aumento generalizzato che non serve però a sanare le disparità di valore tra un immobile e l’altro.