Come è consuetudine nelle campagne elettorali americane, soprattutto nelle presidenziali, il candidato sconfitto “concede” la vittoria all’avversario, cioè ammette la propria sconfitta, non appena i risultati stabiliscono matematicamente chi ha vinto. Poco prima della 1 di notte (ora locale, le 7 del mattino in Italia) del 7 novembre, nel suo quartier generale di Boston, davanti ad una folta platea di sostenitori, il candidato repubblicano Mitt Romney ha pronunciato il discorso rituale di queste occasioni.

Questi sono i passi principali della sua dichiarazione:  ”Ho appena chiamato il presidente Obama per congratularmi con lui per la sua vittoria. Anche i suoi sostenitori e i suoi collaboratori meritano le congratulazioni. A tutti loro faccio i miei auguri, ma in particolare al Presidente, alla First Lady e alle loro figlie. Questo è un periodo di grandi sfide per l’America, e prego che il Presidente abbia successo nel guidare la nostra Nazione. Il Paese è ad un punto critico. In un momento come questo non possiamo rischiare schermaglie politiche. I nostri leaders devono superare gli schieramenti per lavorare in favore della popolazione”.