La cover del mese di novembre della rivista Marie Claire sta facendo discutere ormai da giorni, tanto da aver scatenato una vera e propria polemica online. Oggetto del contendere è la foto scelta per la copertina dell’ultimo numero: quella di una ragazza, Marthe Wiggers, apparentemente troppo magra, che a detta dei più sarebbe un’immagine per niente positiva sulla femminilità. Insomma, la solita polemica sull’ostentata magrezza femminile che poi viene spacciata per unica forma di bellezza possibile, per farla breve, e comunque un modello sbagliato da proporre soprattutto alle più giovani.

Visto che le critiche non accennavano ad arrestarsi, la direttrice di Marie Claire, Antonella Antonelli, ha deciso di intervenire, pubblicando sul sito della rivista una lettera in cui ha spiegato il suo punto di vista e i meccanismi che dettano la linea editoriale del magazine:

Care lettrici, Vi ringrazio innanzitutto per l’attenzione e mi scuso personalmente per aver suscitato la vostra indignazione. Marie Claire da sempre è una rivista molto attenta e sensibile alle tematiche femminili, evitando immagini che siano dei modelli negativi per le ragazze, evitando foto con sigarette per il cancro al seno o modelle anoressiche… o altro.

La modella della cover di novembre, come potrete osservare anche all’interno del servizio moda, dove ha le gambe scoperte, è una normale taglia 38 come tante altre… Vi invito inoltre a guardare la copertina del numero di ottobre che ha come protagonista una modella più adulta e più formosa….

Noi non abbiamo mai creduto in un solo ideale di bellezza femminile, ma al contrario crediamo nella consapevolezza di ogni donna di sentirsi bene nella propria pelle, compresa in una sana taglia 38! Vi ringrazio ancora“.

Ovviamente questa lettera non solo non ha messo un punto alle polemiche scoppiate sui social ma ha anche contribuito ad inferocirle ancor di più. C’è chi sostiene che una taglia 38 non possa essere giudicata sana (generalizzando e banalizzando forse un po’ troppo la questione) ed è proprio su questa affermazione che adesso si sta concentrando la maggior parte delle critiche e delle accuse.