Si pubblica un’immagine e la valanga di commenti che invade il web fa sì che ci si soffermi a pensare.

Da anni noi modelle curvy appariamo nei magazine: inizialmente l’entusiasmo da parte del mondo femminile, poi, l’abisso (anche la Barbie è diventata curvy, lo sapevate?).

Le donne a casa non si riconoscono più in quelle che sono state le “icone della rivoluzione”, vuoi perché alcune dimagrite, vuoi perché altre si sono pentite, vuoi perché quando da eccezione si inizia a diventare regola le cose cambiano.

Ecco allora che anche a me dicono: “Eli, ma tu sei magra”. No, siamo fuori strada. La mia taglia 48 c’è, e c’è sempre stata. Sono alta, quello sì.

Poi arrivano le mie colleghe dall’estero che hanno alle spalle agenzie che sanno bene come far marketing; ecco allora che una Robyn Lawley taglia 46 viene massacrata perché non è assolutamente un’icona del mondo plus size, e io in parte concordo. Tutti ci dicono la taglia che indossa, ma nessuno sottolinea che lei è alta 190 cm.

Cosa vuole vedere realmente la gente nei magazine femminili? Curve perfette? Donne normali? Modelle filiformi?

Il pubblico è svariato e non si può accontentare. Diciamo che la rivoluzione “Curvy” che ha preso il via nel 2010 oggi è più forte che mai. Molti magazine femminili utilizzano donne più vicino alla donna comune piuttosto che ragazzine magrissime. Ormai la donna di oggi in quello specchio della moda non si riconosce più. Il web ha contribuito assai in questo passaggio anche perché ormai si sa, le ragazzine dell’alta moda sono per lo più minorenni, e io possibile cliente ho bisogno di vestirmi e non vedere come cade un capo d’abbigliamento su una cruccia.

Andando in trasmissione (“Detto Fatto Rai2), spesso diciamo che le taglie forti in Italia partono dalla 44: questo NON LO ABBIAMO DECISO NOI, ma il sistema moda (avevo già espresso la mia idea su questo concetto, leggi qui).

E’ paradossale no? Gli stilisti considerano “Over” una persona che in un’era come la nostra è semplicemente “sana”.

Forse , come già ho proposto sulle pagine di Vogue qualche tempo fa, sarebbe ora di abolire le etichette: basta parlare di curvy, skinny, plus size… Dovremmo cominciare a parlare di donne.

Ma si sa, alle volte le etichette hanno salvato da possibili attacchi, perché sfiderei chiunque nello sfogliare un giornale e trovarsi una bella donna taglia 52 e chiamarla semplicemente modella. Ecco, a questo, soprattutto in Italia, vi assicuro, non siamo ancora pronti.

(Seguite Elisa anche sul suo sito ufficiale: Elisadospina.com!)

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