La mostra MODIGLIANI, SOUTINE e gli artisti maledetti, in programma a Palazzo Reale fino all’8 settembre, ricostruisce con oltre 120 opere il percorso degli artisti che vissero nel quartiere di Montparnasse agli inizi del ‘900. Le opere risalgono tutte ad un periodo affascinante e fondamentale della storia dell’arte. Periodo che di lì a poco verrà definito bohémien e che, come scrive il curatore Marc Restellini, vede “questi spiriti tormentati” esprimersi “in una pittura che si nutre di disperazione. In definitiva, la loro arte non è polacca, bulgara, russa, italiana o francese, ma assolutamente originale; semplicemente, è a Parigi che tutti hanno trovato i mezzi espressivi che meglio traducevano la visione, la sensualità e i sogni propri a ciascuno di loro. Ed è a Parigi, ‘l’unico luogo al mondo in cui la rivolta ha il diritto di cittadinanza’, prima a Montmartre e poi a Montparnasse, che quegli artisti – tutti ebrei – si sono ritrovati per tentare la sorte“.

Il quartiere di Montparnasse fu dunque, all’inizio del secolo scorso, un luogo di sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi e fu animato dalla presenza di personaggi più diversi, da Modigliani a Chagall, da scrittori, come Hemingway e Miller, ad intellettuali come Jarry e Cocteau e rifugiati politici come Lenin e Trockij. I luoghi di incontro sono le trattorie a buon mercato e le bettole-cantine in cui si tira tardi parlando di arte e politica e non di rado le discussioni terminano in risse. Le condizioni di vita sono per tutti assai misere, ma è il fuoco sacro dell’arte, la consapevolezza che le loro opere stanno cambiando per sempre i canoni estetici, a dare la forza a Modigliani e compagni di andare avanti. Ebbene, l’esposizione di Palazzo Reale vuole ricreare quel clima irripetibile attraverso 122 opere appartenenti alla collezione di Jonas Netter, mecenate, amateur illuminato e acuto riconoscitore di talenti, senza il quale molti di questi artisti non avrebbero avuto di che vivere e sostentarsi. Netter conosce Modigliani, Soutine, Utrillo ed entra in contatto con Valadon, Kisling, Krémègne, Kikoïne, Hayden, Ébiche, Antcher e Fournier. Di Modigliani Netter ama soprattutto i volti femminili stilizzati su lunghi colli affusolati, come Elvire au col blanc (Elvire à la collerette) del 1917-18 e Fillette en robe jaune (Portrait de jeune femme à la collerette) del 1917, entrambi esposti insieme a Portrait de Zborowski del 1916 e Portrait de Soutine, anch’esso realizzato nel 1916 dopo l’incontro tra i due artisti che stringono una solida amicizia, al punto che è proprio Modigliani a presentare a Netter Soutine. Di Chaim Soutine sono esposti in mostra oltre venti olii tra cui L’Homme au chapeau, L’Escalier rouge à Cagnes e La Folle. Allo stesso modo Netter scopre i quadri del cosiddetto periodo bianco di Utrillo, soprattutto vedute, tra le quali in mostra Place de l’église à Montmagny, Église de banlieu e Rue Muller à Montmartre. Netter decide di proteggere questo eterno fanciullo disincantato, preda sin dall’adolescenza dei fumi dell’alcool, innamorato della madre, Suzanne Valadon, valente e originale pittrice, anche ella presente con le sue opere in mostra, come Ketty nue s’étirant o Église de Neyron.

Se l’Impressionismo, pur avendo apportato una rivoluzione nel modo di dipingere, non usciva in fondo dai canoni del naturalismo, con i lavori di ModiglianiSoutine, e Utrillo, l’arte diventa autonoma dal soggetto ritratto e dalle tradizioni culturali e artistiche dei paesi di provenienza dei singoli artisti, generando la prima vera rivoluzione nel mondo dell’arte e il ribaltamento dei canoni sino ad allora conosciuti.

Corrado Augias, autore di una monografia sul genio creativo e la vita di Modigliani, commenta il percorso della mostra nell’audioguida – disponibile in biglietteria e inclusa nel prezzo del biglietto – nonché in un video proiettato all’interno del percorso espositivo. L’ingresso alla mostra Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter prevede anche una nuova tariffazione, con riduzioni per molte categorie di visitatori, tra cui le famiglie.

Un’occasione imperdibile per scoprire la vita, gli esordi e la creatività di coloro che in quell’epoca rappresentarono la Scuola di Parigi.