Marita, la moglie di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della piccola Yara Gambirasio, spiega, attraverso il suo avvocato, al quotidiano “Libero”, di credere fermamente nell‘innocenza del marito. Queste le sue parole:

Massimo è innocente, ed è quello che ripeto ai nostri figli. Lo conosco da quando eravamo ragazzi e so che non mente. Ho dei figli che stanno crescendo, se non fossi convinta della sua estraneità all’assassinio della piccola Yara, non sarei certo rimasta con lui.

Questo è stato senza dubbio “un momento drammatico per Massimo” ma anche per tutta la sua famiglia poiché sperava “che gli fosse data la possibilità di ripetere la prova del Dna“. E, invece, niente.

Adesso Bossetti, che si trova nel carcere di Bergamo, continua a gridare la sua innocenza: a breve verrà trasferito a Bollate o Opera, nel Milanese, dove sconterà la sua pena:

Osserva gli altri detenuti, e mi dice che molti di quelli colpevoli alla fine si rassegnano e iniziano un percorso di ricostruzione. Invece Massimo non ci riesce, perché è innocente e quindi non accetta la privazione della sua libertà.

A incastrare Bossetti – secondo i giudici che lo hanno condannato – una traccia di Dna ritrovata sui leggins e sugli slip della vittima, una ragazza di 13 anni che sarebbe stata prima accoltellata in un campo a Chignolo d’Isola e poi lasciata morire.