Il rinvenimento di un monaco buddista mummificato, risalente forse a 200 anni fa, ha aperto la strada alle più singolari interpretazioni. E si solleva il mistero: l’uomo non sarebbe ai tempi morto, ma in un profondo stato di meditazione chiamato “tukdam”.

Il ritrovamento del monaco è avvenuto la scorsa settimana, avvolto da pelli di animali nelle zone centrali della Mongolia. I ricercatori sottoporranno campioni di tessuto per indagini forensi, così da stabilire l’epoca della morte e spiegare lo stato di perfetta conservazione. Nel frattempo, però, pare che gli esperti di buddismo abbiano sottolineato come non si possa parlare pienamente di decesso, almeno originariamente, bensì di uno stato di meditazione eterno. La mummia è infatti nella posizione del loto, così come dal Siberian Times si sottolinea, un fatto che indicherebbe un raro e complesso stato di concentrazione mentale. Mentre il mistero rimane irrisolto, non sono segrete le modalità di rinvenimento: la mummia sarebbe stata sottratta dalla sua sede da un uomo, deciso a rivenderla sul mercato nero.

Fonti: BBC, Siberian Times

Immagine: Siberian Times