Un’organizzazione italo-cinese è stata smantellata dai Carabinieri della compagnia Piazza Verdi di Palermo e dal comando antifalsificazione di Roma. Il più grosso sequestro di monete false mai eseguito in Italia-infatti- ha avuto luogo nella giornata di ieri.

Le monete erano coniate con un sistema impeccabile che riusciva anche ad aggirare le macchinette automatiche delle sigarette: monete da uno o due euro difficilissime da distinguere con quelle vere.

Oggetto del sequestro un container con 306 mila monete, da uno e due euro, del valore di 556 mila euro, proveniente dalla Cina e diretto al porto di Napoli.

Dodici i fermati tra Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di monete falsificate.

L’operazione, chiamata Shanghai Money”, è nata per caso quando i militari stavano indagando sull’omicidio di un ragazzo, Massimo Pandolfo, ucciso poco più di un anno e mezzo fa con 44 coltellate al Teatro del Sole. Nelle indagini si scoprì un giro di prostituzione minorile e che uno dei clienti pagava i ragazzini con monete false, di lì ne scaturì l’inchiesta che oggi ha portato allo smantellamento dell’organizzazione e all’arresto di 12 persone. Il modus operandi era il seguente: due ghanesi mantenevano i rapporti con i cinesi e trasportavano a Palermo le monete in arrivo a Napoli con i trolley durante i viaggi in nave, una volta raggiunto il capoluogo siciliano, questi consegnavano le monete a due commercianti palermitani che attraverso la loro attività le introducevano nel mercato legale.

L’inchiesta è stata possibile anche alle intercettazioni telefoniche poiché i facenti parte dell’organizzazione pianificavano tutto parlando tra di loro al cellulare.