È andata a buon fine l’operazione dei finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che hanno eseguito 18 arresti a Roma e in altre città d’Italia.

Le ordinanze di custodie cautelare sono state diramate nei confronti di alcune persone sospettate di essere coinvolte in un giro di riciclaggio di denaro sporco verso l’estero, trasferito attraverso il popolare metodo dei money transfer.

L’ammontare totale della somma riciclata in questo modo sarebbe di oltre un miliardo di euro, frutto di reati di varia natura. A disporre gli ordini di custodia cautelare è stato il Gip di Roma Vilma Passamonti, su richiesta dei pubblici ministeri Nello Rossi, Paola Filippi e Corrado Fasanelli dopo un’indagine durata circa due anni.

A evadere il Fisco sarebbero stati degli imprenditori cinesi, provenienti da varie parti d’Italia. Per risolvere il problema posto dalla legge 89/2014 approvata dal governo Renzi – che prevede per i pagamenti superiori ai mille euro il versamento attraverso il servizio informatico dell’Agenzia delle Entrate o intermediari convenzionati – gli imprenditori avrebbero diviso le ingenti somme in miriadi di versamenti da 999 euro a beneficio di cittadini cinesi inesistenti.

Per ora sono stati arrestati solo il dirigente, alcuni manager italiani e dei cittadini di origine pakistana della Sigue Global Services, cui fanno capo le sette agenzie che sarebbero state toccate dalle operazioni di riciclaggio. Gli imprenditori cinesi, invece, sarebbero solo indagati. I reati imputati sono quelli di associazione a delinquere transnazionale, violazione delle norme antiriciclaggio, evasione fiscale e frode in commercio.

Photo credit: Shutterstock - B.Stefanov