La tomba di Lisa Gherardini del Giocondo, la Monna Lisa, morta il 15 luglio del 1542 all’età di 63 anni, potrebbe essere stata individuata a Firenze. Non è ancora certo che i resti rinvenuti nel convento di Sant’Orsola corrispondano a quelli della modella che Leonardo da Vinci immortalò nel ritratto più famoso di tutti i tempi, ma le probabilità sono molto alte, come spiega Silvano Vinceti, coordinatore del Comitato per la valorizzazione dei Beni storici e culturali a capo della squadra di ricerca. “E’ molto probabile che grazie al carbonio 14 abbiamo individuato in un cassone della cripta di Sant’Orsola a Firenze alcuni resti ossei di una salma coeva di Lisa. Inoltre“, prosegue Vinceti, “ci sono elementi convergenti, oltre ai risultati del carbonio 14, che dicono che potremmo aver scoperto la tomba di Lisa. Parlo di studi storici, antropologici, archeologici svolti con rigore”. 

Non possiamo dare l’assoluta certezza che i resti analizzati siano quelli della Monna Lisa“, prosegue Silvano Vinceti, già noto per i suoi studi sul Caravaggio, “ma la probabilità è altissima. Molti storici avrebbero giurato che si tratta proprio di lei anche con molti elementi scientifici in meno di quelli di cui disponiamo noi“. La caccia al luogo di sepoltura della Gioconda è iniziata nel 2011 e ha nel tempo attirato l’interesse di centinaia di studiosi. Ma, come spiega Vinceti, la corsa finisce qui, almeno per il momento: “Le tecniche attuali non ci consentono di proseguire con l’esame del DNA, anche perché i resti dei figli di Lisa Gherardini, trovati nella chiesa della Santissima Annunziata, sono troppo deteriorati per consentire un esame di raffronto. Vedremo nei prossimi anni“. Ma il fascino della scoperta resta intatto e, non a caso, ieri la BBC ha iniziato a Sant’Orsola le riprese di un lungo documentario sulla tomba della Gioconda, affidato alla cura di uno dei massimi storici britannici contemporanei, Andrew Graham Dixon.