La disputa va avanti da decenni e riguarda i confini tra Italia e Francia sul Massiccio del Monte Bianco. La querelle ha vissuto una nuova puntata perché qualche giorno fa – esattamente il 4 settembre -, due guide alpine francesi su ordine del sindaco di Chamonix, Eric Fournier, hanno bloccato con una transenna – più catene e lucchetti – l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, per “motivi si sicurezza“, secondo il sindaco francese. Dietro questa presa di posizione c’è una questione di confini che secondo i francesi passerebbe sotto il rifugio Torino – che quindi sarebbe in territorio Transalpino, mentre per gli italiani sarebbe in mezzo al ghiacciaio, circa 300 metri più in alto.

Per l’Italia i confini sono – come si fa di norma in questi casi – sullo spartiacque. Un principio sostenuto anche dal trattato del 1860 tra i due paesi, dopo la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia. I francesi invece sostengono di aver perduto la copia di tale trattato e ritengono decisivo un documento del 1796 secondo il quale tutta la vetta della montagna più alta d’Europa sarebbe in territorio francese.

In questi giorni i tecnici dell’Istituto geografico militare italiano e francese stanno lavorando insieme per ridefinire i confini. Speriamo che riescano a risolvere una volta per tutte questa disputa. Se non saranno loro è ora che le due diplomazie si impegnino sull’argomento. In attesa della parola fine è necessario togliere il blocco all’ingresso del ghiacciaio perché è molto pericoloso, visto che ora, come spiega il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard, gli alpinisti “devono scavalcare una transenna per mettere piede sulla neve“.