Fra i tanti argomenti toccati nella conferenza stampa odierna, Mario Monti ha parlato anche delle resistenze che il suo Governo ha incontrato da parte delle forze politiche in Parlamento. Ha scelto come esempi “un blocco a sinistra, uno a destra e uno trasversale”.

Il blocco a sinistra: “Per crescita e occupazione è necessario un gioco sinergico tra imprese, sindacati e pubblica amministrazione, ma legati da un solo filo, la volontà di riforme; e non invece accomunati da una catena che lega al passato. Restare aggrappati ad un passato che non tornerà, forme di tutela dei lavoratori che erano giuste un tempo, ma oggi non sono più valide. La riforma sul mercato del lavoro e l’accordo della produttività sono stati frenati per l’atteggiamento di una delle confederazioni sindacali, che non ha aderito, e che trova difficile evolversi”.

Il blocco a destra: “La giustizia. E’ sempre più semplice fare leggi ad nazionem che leggi ad personam. Abbiamo avuto un impoverimento rispetto alle posizioni iniziali, per forti resistenze. Occorrono un rafforzamento della disciplina del falso in bilancio, un ampliamento della disciplina del voto di scambio, della prescrizione, delle intercettazioni e una più robusta disciplina del conflitto d’interessi”.

Il blocco trasversale: “I costi della politica e delle amministrazioni. Abbiamo portato a casa molto meno di quanto avremmo voluto. Ci sono stati fortissimi arroccamenti sulle province e su aspetti del costo della politica. Si può e si deve fare molto di più in quella direzione. E’ ovvio che un governo in carica per 5 anni può fare molto meglio. Il più grande costo della politica è quello delle decisioni non prese o quello di decisioni prese per interessi particolari. L’equità non è un capitolo astratto, ma si basa si questioni concrete: la lotta alle rendite, una maggiore concorrenza e un sistema fiscale adeguato”.

Monti ha ammonito: “La crescita può venire dalle riforme, da una politica seria e forte, che non sente la necessità di andare a nascondersi. Che non permetta che si venda il futuro dei giovani italiani per farsi rieleggere”.

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