Rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di questa mattina, Mario Monti ha parlato a più riprese del suo rapporto con le forze politiche.

Su una possibile adesione del Pd e di Vendola alla sua agenda, il presidente del Consiglio (foto by InfoPhoto)ha dichiarato: “Vendola si ascolta e legge sempre con interesse. Ha detto che io sono un liberale conservatore. Liberale sì. Conservatore penso che lo sia lui, sui temi del lavoro. La risposta l’ha data lui quando ha chiesto a Bersani di prendere le distanze dalla mia agenda”.

Concederebbe l’uso del suo nome ad una lista? “Io sono tra coloro che non hanno simpatia per i partiti personali o che sembrano personali. Non ho pensato a questa cosa. Mi interesserebbe di più se l’agenda Monti servisse a fare chiarezza, ad unire sforzi. Non mi sottrarrò ad essere un punto di riferimento, ma la questione del nome mi sembra minore”.

Sulla sua figura come federatore dei moderati? “Contano i contenuti, il metodo di governo e la credibilità di intenti. Su quella base di chiarezza non avrei alcuna forma di preclusione verso nessuno. Se qualcuno pensasse che nella navigazione io potessi essere una zattera, no. Se ci fosse una spinta, avrei a mia volta cervello per decidere chi è credibile e chi no”.

E’ poi tornato sulla questione internazionale: “Il governo ha dedicato molte energie all’internazionalizzazione dell’economia italiana. Non posso dire adesso quale dei partiti potrebbe creare un clima non congeniale agli investimenti stranieri. Ma credo che quei partiti sbaglierebbero a non dedicarvi attenzione”.

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