Una bambina di sei anni, di origine marocchina, due anni fa è morta a causa della varicella e oggi il medico che si occupò delle sue cure è stato accusato di omicidio colposo e rischia di finire a processo. Il 24 aprile del 2014 la piccola Aisha Dazzazy, perse la vita presso l’ospedale romano Bambino Gesù, dove i suoi genitori l’avevano condotta due settimane prima, dopo aver notato la comparsa di numerose bolle sul corpo della bambina.

A due anni di distanza da quel tragico giorno, sembra che la morte della piccola di sei anni sia stata causata da una varicella di tipo zoster giunta ad uno stadio ormai incurabile. Tale varicella, secondo gli inquirenti e le indagini eseguite, sarebbe stata causata proprio da Riccardo Lubrano, nefrologo del Policlinico Umberto I che aveva prescritto una dose eccessiva di cortisone per curare una dermatite di cui la bambina era affetta.

Sarebbe stato proprio il nesso di casualità tra la prescrizione della dose eccessiva di cortisone e la comparsa della varicella zoster a far finire il medico nel registro degli indagati e ad essere accusato poi di omicidio colposo a conclusione delle indagini svolte dal pubblico ministero Mario Ardigò. Quest’ipotesi sarebbe stata infatti confermata anche dalla consulenza eseguita da Luigi Cipolloni. Quando la piccola Aisha sarebbe stata ricoverata per la prima volta presso il Policlinico Umberto I si sarebbe trattato effettivamente di dermatite; due giorni dopo, in seguito alla cura di cortisone, la dermatite sarebbe invece riapparsa sotto forma di varicella.