Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris Stival, è tornata nell’aula del tribunale di Ragusa per rilasciare una serie di dichiarazioni spontanee. Le parole della donna sono soprattutto un atto di accusa nei confronti di Andrea Stival, suo suocero e nonno paterno del piccolo Loris. Secondo la donna, che avrebbe confessato di aver avuto una relazione col suocero, sarebbe stato proprio lui a compiere il gesto materiale che avrebbe portato via la giovane vita di suo figlio.

E mentre Andrea Stival, che si è costituito parte civile, era in aula per ascoltare la deposizione della donna, il marito della Panarello, Davide, ha preferito non essere presente all’udienza. La madre di Loris Stival ha raccontato come si sarebbero svolti i fatti, almeno secondo lei e almeno secondo questa sua ennesima versione: suo figlio Loris l’avrebbe vista assieme al suocero e avrebbe voluto raccontare tutto al padre.

La mattina che non è andato a scuola, Loris avrebbe fatto i capricci e minacciato ancora una volta sua madre di rivelare tutto al padre. Da qui la decisione di farlo restare a casa e quindi l’irreparabile: Andrea Stival le avrebbe ordinato di legare i polsi al ragazzino e lei l’avrebbe fatto con una fascetta elettrica. Subito dopo la donna si sarebbe allontanata per rispondere ad una telefonata del marito e quando sarebbe tornata da Andrea lui aveva già soffocato Loris. Secondo la Panarello, dunque, sarebbe stato materialmente suo suocero ad uccidere Loris, mentre lei avrebbe contribuito soltanto a portar via il corpo del figlio.

Tale ennesima versione dei fatti però, pare non aver trovato alcun riscontro e la prossima settimana il processo entrerà nella fase conclusiva, con la requisitoria del pubblico ministero che è prevista per lunedì 3 ottobre. Per quanto riguarda la sentenza invece, la stessa potrebbe essere resa nota nella giornata di venerdì 7 ottobre.