Perché il 12 febbraio è morta la piccola Nicole Di Pietro? Secondo i tre periti della procura di Catania – il medico legale Giuseppe Ragazzi, la ginecologa Claudia Giuffrida e la neonatologa Eloisa Gitto – la neonata non aveva malformazioni cardiache, e non ci sono colpe da addebitare ai ritardi del 118. La morte è avvenuta per “grave sofferenza acuta fetale“.

Le è mancato l’ossigeno quando era ancora nella pancia della madre, e i medici della clinica privata Gibiino hanno sottovalutato la situazione. Sotto accusa finiscono quindi la ginecologa Maria Ausilia Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale e l’anestesista Giovanni Gibiino – hanno effettuato le prime manovre rianimatorie sulla piccola -, così come gli anestesisti Adolfo Tomarchio e Sebastiano Ventura, l’ostetrica Spanò e la dottoressa di guardia Sapienza.

Ricordiamo che la morte della piccola Nicole Di Pietro era stata dichiarata dal neonatologo della casa di cura siciliana sull’ambulanza privata che la stava trasportando da Catania a Ragusa. Per questo inizialmente era finito sotto accusa il 118, che non aveva trovato posto letto a Catania e non disponeva di un elicottero per casi urgenti come questo.

La perizia conferma i dubbi che fin dall’inizio aveva avanzato la famiglia della neonata sull’operato della clinica. Il padre della piccola – si chiama Andrea Di Pietro – ha sempre raccontato “che ci fosse una crisi respiratoria si è capito subito. I medici dicevano che forse la bimba aveva ingoiato liquido amniotico. E io a scongiurarli di toglierglielo dai polmoni. Ci vuole una cannula, diceva uno. E l’altro la cercava senza trovarla. Ma quanto costa una cannula, una cannuccia per succhiare un po’ di liquido a una creatura appena nata? Dov’è?, chiedevo. Trovatela questa c… di cannula“.

Al quadro infine bisogna aggiungere il fatto che i periti hanno rilevato delle incongruenze tra i documenti scritti dal neonatologo e dall’anestesista – e che fanno parte della cartella clinica di Nicole Di Pietro – e ciò che hanno potuto osservare sui poveri resti della neonata.
Noi ovviamente continueremo a seguire gli sviluppi della faccenda.