Morto Anis Amri, l’autore della strage di Berlino in cui hanno perso la vita 12 persone, le forze dell’ordine internazionali tirano un sospiro di sollievo.

Mentre in Germania si piangono le vittime, in Italia le autorità si congratulano con Luca Scatà e Cristian Movio, i due agenti che hanno fermato il terrorista, uccidendolo nel corso di una sparatoria.

Nel corso della conferenza stampa al Viminale il nuovo ministro dell’Interno Marco Minniti ha ricostruito l’accaduto: “Alle 3 del mattino a Sesto San Giovanni nel corso di normale attività di controllo del territorio una pattuglia della Polizia di Stato ha fermato una persona che si aggirava con fare sospetto. L’uomo ha immediatamente estratto una pistola e ha sparato contro l’agente che gli ha chiesto i documenti, Cristian Movio”.

Quest’ultimo, ricoverato in ospedale ma non in pericolo di vita, è stato elogiato dal ministro per la sua dedizione: “Una persona straordinaria, un ragazzo molto motivato. L’ho ringraziato per la professionalità e gli ho fatto gli auguri di pronta guarigione”.

Minniti ha poi voluto sottolineare il successo di un’operazione tutt’altro che scontata, indice dell’alta qualità della sicurezza italiana: “Consentitemi di ringraziare tutto il sistema di sicurezza, di cui l’Italia deve essere orgogliosa. Se è possibile identificare e neutralizzare nell’immediatezza una persona che è in fuga per gran parte dell’Europa vuol dire che c’è un sistema che funziona.”

Nel frattempo sono arrivate anche le parole del premier Gentiloni, il quale ha espresso “gratitudine speciale al giovane agente in prova Luca Scatà e al collega Cristian Movio, che hanno mostrato coraggio e capacità professionali notevoli.”

Il presidente del Consiglio ha riferito di aver informato la cancelliera Angela Merkel e ha affermato che “quanto accaduto mette in evidenza l’importanza di un accresciuto controllo del territorio e la stretta necessità di una maggiore collaborazione tra le agenzie di intelligence nazionali”.

29 anni, da poco arrivato a Milano per un periodo di prova, Luca Scatà, viene da Canicattini, in Sicilia, e da qualche mese aveva preso servizio presso il commissariato di Sesto San Giovanni.