Un’ennesima morte all’interno di una caserma. A pagare con la vita, questa volta, è un immigrato tunisino 35enne, Bohli Kayes, defunto a Riva Ligure, secondo il referto dell’autopsia, per asfissia in seguito a una procedura di arresto troppo violenta da parte dei carabinieri.

La dottoressa Simona Del Vecchio, responsabile del Servizio di Medicina Legale di Imperia, parla infatti di: “Arresto cardiocircolatorio neurogenico, secondario ad un’asfissia violenta da inibizione dell’espansione della gabbia toracica”.

Lo scorso 5 giugno Kayes era stato visto tra gli scaffali di un supermercato di Riva Ligure dove si ipotizzava compiesse traffico illecito di droga; i carabinieri provano a bloccarlo, lui fugge, viene inseguito, cade e i militari gli sono addosso. C’è colluttazione, i militari restano contusi, ma lo spacciatore (addosso aveva pochi grammi di eroina e cocaina) è bloccato.

È a questo punto che potrebbe essere accaduta la tragedia: una stretta troppo forte al torace che gli ha impedito di respirare. I carabinieri riferirono che l’uomo si era sentito male arrivando in caserma, che subito era stato chiamato il 118, ma gli inquirenti, invece, ora ritengono che Kayes possa essere stato in sofferenza già lungo il tragitto dal luogo di arresto alla caserma. Il procuratore chiede: “Chi ha visto o sentito qualcosa si faccia avanti e ci aiuti a fare chiarezza“.

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