È destinata a far discutere la morte di Paul Horner a soli 38 anni, personaggio molto noto negli Stati Uniti per le tante fake news, ovvero le più classiche bufale sul web, diffuse nel corso degli anni, sopratutto per quanto riguarda la politica americana, riprese spesso e volentieri dalla stampa.

Il corpo dell’uomo è stato trovato nel letto della sua abitazione nei pressi di Phoenix, ma secondo l’Ufficio dello Sceriffo locale la morte risalirebbe al 18 settembre. È giallo anche sulle cause della morte, in quanto l’autopsia non ha fatto emergere indizi riguardanti un possibile delitto, ma si attendono gli esami tossicologici.

Le autorità ricordano infatti la storia di tossicodipendenza e di abusi di farmaci, e afferma che le prove finora raccolte lascerebbero intendere una morta per overdose accidentale; il fratello JJ Horner invece afferma che Paul è morto nel sonno, tranquillamente.

Le indagini sono molto delicate, perché Horner era un personaggio che nel tempo si era guadagnato una fama tutt’altro che positiva, essendo riuscito a veicolare nel tempo tantissime notizie false che lo avevano fatto diventare “Mr. Fake News”.

Questo il soprannome con cui era noto nell’ambiente, grazie ad alcune bufale quali quella secondo la quale l’ex presidente Barack Obama sarebbe stato segretamente musulmano e omosessuale, oppure la news secondo la quale i manifestanti che protestavano contro Donald Trump sarebbero stati pagati (una notizia poi ripresa persino dall’entourage dell’attuale presidente).

Horner era divenuto famosissimo durante la campagna elettorale del 2016, e lui stesso riteneva di aver giocato un ruolo fondamentale nell’elezione di Trump (il quale ha ammesso di aver fatto un uso spregiudicato della comunicazione durante le presidenziali). Secondo molti Horner sarebbe stato un sostenitore del tycoon, ma per il fratello la sua opera di diffusione di notizie false avrebbe avuto come scopo quello di aumentare l’attenzione dei comuni utenti del web.