A poche ore dall’apertura della 71esima Mostra del cinema di Venezia circa 600 manifestanti hanno manifestato nel lido del capoluogo veneto. Nel mirino ci sono i tagli sugli stipendi dei dipendenti del comune di Venezia e sui servizi di welfare alla persona, che ammontano a 4 milioni di euro. Una misura voluta dal commissario straordinario Vittorio Zappalorto che si è insediato a inizio luglio dopo le dimissioni del sindaco Giorgio Orsoni, sommerso dallo scandalo tangenti relativo al Mose (foto by InfoPhoto).

Zappalorto ha deciso di far gravare una buona fetta dei 47 milioni di disavanzo sui circa 3000 dipendenti pubblici della città, sui servizi domiciliari per anziani e disabili aumentando le rette degi asili del 50%: “Nel settore della polizia municipale i tagli arrivano anche a 500-700 euro mensili” ha detto al Il Fatto Quotidiano Luca Lombardo, segretario della DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali) di Venezia. “Quando Zappalorto ha presentato questi provvedimenti ha parlato di equità”.

Misure che stonano parecchio rispetto agli stipendi dei dirigenti comunali “gli stessi dell’epoca di Orsoni” e quasi indenni dal taglio visto che il loro stipendio si aggirerebbe sempre tra i 200mila e i 300mila euro. La protesta si è svolta davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro della cultura Dario Franceschini, intervenuti all’inaugurazione della kermesse. Il capo dello Stato è intervenuto davanti ai giornalisti con una battuta ma su un’altra questione: “Auspico i provvedimenti migliori, realisticamente possibili, per stimolare la crescita del cinema italiano” ha detto in merito alla necessità di una legge di sistema per il settore, auspicata dal Direttore della Mostra di Venezia.

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