In occasione del decennale della scomparsa del disegnatore milanese, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Crepax, presenta la mostra Guido Crepax: ritratto di un artista, aperta al pubblico fino al 15 settembre.

Dieci sale ed oltre 400 metri quadrati di allestimento costituiscono l’omaggio che la sua amata città offre all’artista in questa importante ricorrenza: una Milano dove l’autore viveva, lavorava e spesso ambientava le sue storie.

Una mostra multimediale composta di ben 97 tavole originali e trenta “spettacolarizzazioni”, tra sagome a grandezza naturale, scenografie, filmati ed installazioni, realizzate per l’occasione. Un percorso ambizioso che conduce il visitatore nell’affascinante universo di un artista che fu ben più di un semplice fumettista, un viaggio nel mondo dell’autore milanese per esplorarne l’opera a 360 gradi. Stanza dopo stanza, lo ritroviamo infatti in veste di illustratore di libri, giornali e copertine di dischi, di designer pubblicitario, scenografo teatrale e, perfino, creatore di originali giochi di società.

Nel percorso non può ovviamente mancare la sua Valentina, il personaggio che lo ha reso celebre in tutto il mondo, ispirato all’attrice Louise Brooks e alla moglie Luisa, sovente considerata l’alterego di Crepax, è esposta al fianco del fidanzato critico d’arte Phil Rembrandt e alle tante altre eroine cui Crepax ha dato vita, da Bianca, simbolo di libertà, spesso ritratta senza veli, alla moderna Francesca, liceale di fine anni Novanta, vittima della disgregazione della sua famiglia.

Si passa poi al cinema, altro versante importante della produzione di Crepax: le tavole in mostra testimoniano alcune tra le influenze più significative per l’artista, da Jeanne Moreau e Luchino Visconti e François Trauffaut.  E ancora di scena a palazzo reale la musica, una passione trasmessagli dal padre, primo violoncello alla Scala: in Nessuno (1978), Crepax manda Phil Rembrandt negli Stati Uniti, dove incontra alcuni mostri sacri del jazz; mentre in Belinda contro i Mangiadischi, la protagonista si esibisce con i Fantastici Quattro sullo note di Tutto nero, cover di Paint it Black dei Beatles interpretata da Caterina Caselli. Sul versante discografico invece, tra le copertine di dischi realizzate da Crepax, esposte quelle per Peppino di Capri, Nicola di Bari e Massimo Ranieri. Ma i suoi fumetti risentono naturalmente anche della pittura, in particolar modo dell’Espressionismo tedesco, degli americani Ben Schahn e David Stone Martin, ma anche di Isamu Noguchi, Man Ray e dell’amico Emilio Tadini.

A completare l’allestimento cimeli personali della famiglia Crepax come il grande tavolo su cui l’illustratore ha disegnato gran parte delle sue opere e un ‘teatrino in carta’ dal titolo Viaggiatore immobile, creato dalla figlia Caterina Crepax, in cui il padre è rappresentato nel suo studio circondato da tavole. Il tutto arricchito da un allestimento curato nei minimi dettagli che, in ogni sala, analizza il rapporto dell’autore ora con la città di Milano, ora con la moda, con il design o con la fotografia, ma anche con il cinema, la musica, la letteratura, la pittura e la scultura.