La rassegna milanese Autunno americano, inaugurata lo scorso settembre con la mostra dedicata a Pollock e al gruppo degli «Irascibili», prosegue con un altro importante appuntamento a Palazzo Reale: dal 24 ottobre al 2 marzo protagonista della prestigiosa sede milanese sarà Andy Warhol con un’esposizione di opere provenienti dalla collezione di Peter Brant.

Capofila della Pop Art americana, sorta come risposta all’Espressionismo astratto che l’aveva preceduta e che tanto spazio aveva dato all’intellettualismo personale, Warhol inaugura una nuova maniera di concepire l’arte che diviene “di massa”e volutamente provoca e gioca con la società dei consumi, prendendone i soggetti e distorcendoli utilizzando nuovi mezzi espressivi. Nella Pop Art e per Warhol i prodotti e gli oggetti della società urbana si elevano a capolavori artistici, che spesso utilizzano mezzi espressivi quali il fumetto, la pubblicità, il collage, la fotografia, il video, a loro volta protagonisti del mondo contemporaneo. Attualissima nella sua critica alla mercificazione che l’uomo fa del mondo, la mostra di Warhol a Milano espone significative opere provenienti dalla collezione del magnate Peter Brant, che ne è anche il curatore, tra le quali spiccano le celeberrime serigrafie dell’artista americano, nelle quali il soggetto viene reiterato fino a perdere il proprio significato, pronto solo ad essere “consumato” dal visitatore avido di immagini, che nel suo fagocitare curioso si uniforma con coerenza a ciò che quotidianamente accade nel mondo.

In occasione dell’Anno della Cultura Italiana in America abbiamo voluto rendere omaggio alla tradizione di un popolo amico, la cui cultura nel Novecento ha contribuito fortemente alla costruzione dell’immaginario moderno e alla formazione di molti di noi – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del CornoPer questo abbiamo voluto costruire un programma molto ricco, con un taglio multidisciplinare, che costituisse un focus approfondito sull’arte e la cultura americane, dagli anni Trenta fino a oggi“.

Grazie a un programma prestigioso e di grande qualità siamo riusciti ad aggregare istituzioni, enti pubblici e privati intorno ad un unico palinsesto, condividendone spirito, obiettivi e contenuti – ha proseguito l’assessore – A dimostrazione di come intorno a un progetto di qualità si possa creare un nuovo patto tra utilità pubbliche e utilità private e realizzare una nuova alleanza per la cultura a Milano“.