L’Egitto dei Tolomei, la vita appassionante di Cleopatra, la centralità della sua figura nelle vicende politiche dell’epoca e il rapporto tra Roma e l’Egitto: un’affascinante storia raccontato attraverso le oltre 200 opere di “Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto”. Un’importante esposizione sulla figura dell’ultima regina d’Egitto (69 a.C. – 30 a.C.), al Chiostro del Bramante dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014.

Cleopatra VII nasce nel 69 a.C. ad Alessandria da uno dei due matrimoni di Tolomeo XII Neodioniso. Si narra che Cleopatra fosse una donna non molto bella, ma estremamente affascinante: intelligente, astuta, determinata e spietata. Tutte qualità ideali per governare un regno come quello d’Egitto. Quando nel 51 a.C. il padre muore, Cleopatra ha 18 anni e si trova a sedere sul trono d’Egitto col fratello Tolomeo XIII di soli 10 anni. Tra i due fratelli vi è un odio profondo che sfocia presto nell’allontanamento da palazzo di Cleopatra, che decide di rifugiarsi in Siria ed inizia ad organizzare un proprio esercito. In quel periodo a Roma scoppia la guerra civile tra Giulio Cesare e Pompeo. I due si inseguirono fino in Egitto dove quest’ultimo viene assassinato dai cortigiani di Tolomeo XIII, forse per ingraziarsi Giulio Cesare, che di li a poco si stabilisce nel palazzo di Alessandria dove convoca Tolomeo XIII e Cleopatra per porre fine ai conflitti dinastici. La leggenda narra che Cleopatra, per paura di essere assassinata dagli uomini di suo fratello, arrivò a Palazzo a bordo di una brigantino condotto da un suo servo fidato, Apollonio Siciliano. Attraccata proprio sotto le mura, si introduce a palazzo avvolta in un tappeto portato a spalla da Apollodoro. Giunto all’appartamento di Cesare il tappeto venne posato a terra e srotolato permettendo alla regina un teatralissimo ingresso in scena. L’incontro termina con la riconciliazione dei fratelli e Cleopatra si ristabilisce a palazzo, dove non tarda a dare prova della sua intelligenza conversando senza l’aiuto di interpreti con Etiopi, Siri, Arabi, Ebrei, Medi e Parti. Cesare, colpito dall’audacia e dall’astuzia di Cleopatra, è del tutto conquistato dal suo fascino e l’astuta Cleopatra lo invita in viaggio lungo il Nilo per mostrargli le bellezze d’Egitto. Rimasta incinta dell’unico erede maschio di Cesare, da alla luce Tolomeo XV Cesarione. Cesare, per amore di Cleopatra, fa presto uccidere Tolomeo XIII, lasciando la sua amata unica regina d’Egitto. Per stare vicino a Cesare, ma soprattutto a scopi politici, Cleopatra a questo punto si trasferisce a Roma dove, però, trova l’inospitale accoglienza dei Romani. La regina intende infatti, una volta morto Cesare, installare il figlio Cesarione sul trono di un impero grande come quello di Alessandro Magno, nato dall’unione di Roma con l’Egitto. Il disappunto del popolo romano e le contestazioni nate in senato scaturiscono nell’assassinio di Giulio Cesare, ma Marco Antonio, suo alleato, proclama Tolomeo XV Cesarione erede di Giulio Cesare, scontrandosi apertamente con Ottaviano che afferma di essere lui il legittimo successore al trono. In questo clima burrascoso, Cleopatra decide di tornare in Egitto, nel frattempo Marco Antonio diviene padrone dell’Impero Romano d’Oriente, mentre Ottaviano governa l’Europa Occidentale. Tra i due serpeggia un odio profondo che più volte li mette in conflitto: Marco Antonio, per sconfiggere il nemico Ottaviano, ha bisogno dei tesori dell’Egitto e quindi convoca Cleopatra a Tarso, sulla costa turca. Si dice che la loro relazione iniziò dopo che Cleopatra si presentò ad un invito di Marco Antonio su un’imbarcazione dalle vele color porpora, la poppa d’oro e i remi d’argento. Vestita come una Venere ed accompagnata dal suono di flauti e liuti, Cleopatra si innamora di Antonio e dalla loro unione nasceranno due gemelli. Presto la regina verrà però a sapere del matrimonio del suo innamorato con un’altra donna, ma dopo 3 anni Marco Antonio torna da Cleopatra per reclamare le ricchezze d’Egitto. Troppo astuta per mostrargli tutto il suo dolore, Cleopatra cede i tesori del suo regno in cambio di precise promesse: le terre dell’Arabia, le miniere di rame di Cipro, il Sinai, l’Armenia ed i campi di grano di tutto il nord Africa passano sotto il governo egiziano. Roma è furiosa: le terre conquistate con il sangue dei Romani cedute alla regina che non ha mai accettato. Ottaviano non si lascia quindi scappare l’occasione di sferrare un attacco frontale a Marco Antonio durante la battaglia di Azio. Cleopatra inaspettatamente segue Antonio nella lotta affiancandogli le navi egiziani, anche se ben presto sarà costretta a ritirarsi. Le truppe di Ottaviano si avvicinano minacciose ad Alessandria e Marco Antonio, rifugiatosi a palazzo con Cleopatra, si uccide con la sua spada, morendo tra le braccia della regina d’Egitto. Temendo che anche Cleopatra tenti il suicidio, Ottaviano, ormai padrone di Alessandria, ordina che ogni oggetto portato alla regina sia accuratamente controllato. Il 12 agosto del 30 a.C. accade però che un contadino riesce a farle avere un cesto di fichi in cui è nascosto un serpente dal veleno letale. Cleopatra si lascia così mordere e muore prima dell’arrivo di Ottaviano evitando l’umiliazione di essere sconfitta. Suo figlio Cesarione sarà presto ucciso da Ottaviano, mentre gli altri due figli gemelli spariscono senza lasciare traccia. Da questo momento, l’Egitto diventa una semplice provincia dell’Impero Romano.

Note suggestive ci conducono nell’ambiente fluviale del Nilo, descritto mirabilmente in rari e finissimi mosaici e in antichi brani pittorici ad affresco: una straordinaria popolazione di ambiente acquatico ne descrive l’incredibile fertilità, unica al mondo. La sezione di taglio storico vede quali protagonisti i principali personaggi della complessa vicenda che ha luogo allo scadere della Repubblica romana e descrive gli avvenimenti di quel tempo: Gneo Pompeo, Giulio Cesare e Cleopatra VII, Tolomeo XV Cesarione, e ancora Marco Antonio e Ottaviano, e, infine, la nuova coppia Cleopatra e Marco Antonio.

La mostra indaga inoltre gli “anni romani” di Cleopatra (dal 46 al 44 a.C.) e l’influenza della regina e della sua corte sul costume, sulla moda e sulla religione nell’Urbe, documentata tra le altre cose da una serie di monili in oro, elaborati sull’immagine del sacro ureo, il serpente simbolo della regalità egizia e dell’immortalità dei sovrani di quel “magico” regno.

Aegypto capta” (“L’Egitto conquistato”), è inciso sul dritto delle monete coniate da Ottaviano nel 31 a.C., dopo la vittoria su Antonio e Cleopatra, ma in maniera sorprendente ed attraverso un mirabile connubio di arte e storia, la mostra ci svelerà come in realtà fu Roma a subire l’indiscutibile fascino dell’Egitto e a rimanerne a sua volta conquistata.