A distanza di molti anni dalla condanna all’ergastolo per il mostro di Marcinelle, ossia il belga Marc Dutrux, il suo avvocato difensore dell’epoca ha rilasciato un’intervista ad un quotidiano del Belgio per raccontare alcuni particolari agghiaccianti della sua esperienza. Juliene Pierre, questo il nome del legale di quello che tutti conoscevano come il mostro di Marcinelle,  avrebbe persino rivelato che Dutrux, che fra il 1985 e il 1986 aveva rapito sei giovani ragazze, aveva in mente di costruire una città sotterranea per bambini.

Dutrux, che oggi ha cinquantanove anni, nel 2004 è stato condannato all’ergastolo per aver rapito, torturato e violentato sei ragazzine. Di queste sei soltanto due sopravvissero (Laetitia Delhez all’epoca dodicenne e Sabine Dardenne, che di anni, invece, ne aveva quattordici). Julie Lejeune e Melissa Russo, entrambe di otto anni, morirono di stenti mentre An Marchal ed Eefje Lambrecks, di 17 e 19 anni, le più adulte, vennero assassinate. Con il mostro di Marcinelle sono stati condannati anche l’ex moglie Michele Martin a trent’anni, e i presunti complici Lelièvre a venticinque e Nihoul a cinque anni per reati minori (associazione a delinquere e traffico di droga).

Il legale del mostro di Marcinelle ha anche raccontato il motivo che spinse Dutrux a scegliere proprio Marcinelle come base delle sue atrocità. Marcinelle si trova infatti in una regione del Belgio ricca di miniere e gallerie, l’ideale per il suo folle progetto di creare una città sotterranea in cui far vivere tutti i bambini che avrebbe rapito. Nella sua mente malata quel luogo avrebbe dovuto essere un posto di armonia, sicurezza e bene per i piccoli.

Il caso del mostro di Marcinelle scatenò moltissime polemiche in patria: l’opinione pubblica, fortemente indignata, accusò la politica e le forze dell’ordine sia di incapacità sia di inadempienze. Qualcuno arrivò persino ad ipotizzare che Dutrux potesse beneficiare di protezione politica ma tale ipotesi venne successivamente smentita attraverso un’inchiesta parlamentare.