Lo spettacolo è il cuore del raduno del Movimento 5 stelle al Circo Massimo. Nella seconda giornata dell’evento romano il capo supremo pentastellato Beppe Grillo ha raggiunto nuove vette nella sua arte scenica, di cui è maestro insuperabile. Le ha raggiunte letteralmente. E’ infatti salito su una gru, dalla quale ha poi urlato: “Bisogna dare una svolta e se non la diamo entro stasera io mi butto giù“.

Non si è buttato, è sceso regolarmente e ha proseguito il suo comizio con suo il consueto stile apocalittico. Riferendosi all’alluvione di Genova, ha addirittura invocato l’esercito perché fermi idealmente Matteo Renzi: “Voglio che l’esercito italiano arrivi lì al casello di Genova prima di Renzi. Lo voglio lì e che cerchi di dare una mano”. Grillo soffia sul fuoco delle polemiche per il mancato allarme alla popolazione ligure: “Ci spiegano che la colpa non è loro ma del Tar… Questa gente va fermata con l’Esercito“.

Poi torna sulla prossima iniziativa politica, l’organizzazione di un referendum per abolire l’euro: “A novembre inizieremo la raccolta delle firme per i referendum consultivo per uscire dall’euro. Entro sei mesi raccoglieremo oltre 50 mila firme, anzi arriveremo a un milione, due milioni, tre milioni“. Ma tra le ovazioni c’è stato anche un fuori programma che testimonia quanto siano reali le divisioni all’interno del M5S. Dopo l’intervento di Grillo, alcuni attivisti sono saliti sul palco e hanno esposto uno striscione su cui si leggeva la scritta “#occupypalco”; microfono in mano, hanno chiesto trasparenza sulle procedure interne del movimento, come i voti sul blog.

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