Il day after le elezioni amministrative sale la tensione tra gli sconfitti illustri: se la Lega è data per scomparsa e il Pdl risulta il grande sconfitto a far parlare di sé è soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Che, seppur limitando i danni rispetto al centro destra, fa un passo indietro dopo l’exploit delle politiche di tre mesi fa. La conquista di due comuni come Assemini e Pomezia, secondo Grillo segno di un “cammino lento ma inesorabile nelle istituzioni”, non bastano per placare un nervosismo più che palpabile.

Dopo la fuoriuscita nei giorni scorsi di Furnari e Labriola (deputati confluiti nel gruppo misto) e la spaccatura per il successore di Vito Crimi come capogruppo al Senato (Nicola Morra l’ha spuntata su Luis Orellana per soli due voti), Beppe Grillo (foto by InfoPhoto) non ha esitato a cacciare la senatrice Gambaro, rea di aver lasciato dichiarazioni di attacco mirate al suo leader: ”Il problema del Movimento è lui – ha detto a SkyTg24 – . Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento” spiegando poi il perché delle sue critiche: ”Non capisco come possa parlar male del Parlamento se noi qui non lo abbiamo mai visto ”

Immediata la reazione: prima con un “vuole un posto al sole ma non vale niente. Uno vale niente quando smantella il suo stesso progetto servendosi della complicità di chi ha il solo scopo di distruggerlo”. In serata la scomunica ufficiale: “La Senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso Movimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal M5S”.

In realtà ”quella non è un’espulsione, è un invito. Grillo non le ha inibito l’uso del logo, sarà lei a decidere se andarsene” ha precisato la deputata imolese Mara Mucci. Le fa eco Dall’Orco: ”L’espulsione va votata in assemblea e ratificata dalla rete”. Dopo gli insulti ricevuti su facebook per la senatrice Gambaro arriva la difesa di Giovanni Favia, altro illustre espulso via blog da Grillo: ”Mi fa piacere che tra i parlamentari 5 Stelle ci sia ancora qualcuno che ha il coraggio di dire ciò che pensa. Credevo fosse una categoria di 5 Stelle in estinzione”. Storia di un’espulsione per aver esercitato il diritto di critica.