Continua a scatenare polemiche Paolo Becchi, ideologo vicino al movimento di Beppe Grillo.

Con le sue esternazioni alla trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio 24, parlando della nomina di Fabrizio Saccomanni a Ministro dell’Economia e commentando l’attentato di domenica mattina davanti a Palazzo Chigi, si è lasciato andare a frasi come: “Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, hanno messo un altro banchiere all’Economia”,  scatenando l’indignazione e polemiche in tutto l’arco parlamentare e non solo.

Alle reazioni indignate del Pd e Pdl “Dichiarazioni sconcertanti da condannare immediatamente”, si sono aggiunte anche quelle dello stesso Beppe Grillo, che su twitter lo ha liquidato con meno di 140 caratteri: “Becchi non rappresenta il movimento”. In una nota il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle aveva preso immediatamente le distanze dal docente: “Si ribadisce che il professor Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto”.

In serata Becchi si è giustificando dicendo: “Stavo scherzando, non sono ideologo di un movimento che per sua natura è anti-ideologico. Ho sempre parlato a titolo personale. Non sono nemmeno attivista del movimento, l’ho votato ma mai ho avuto la volontà di parlare per il Movimento 5 Stelle o come se ne fossi rappresentante, non lo sono mai stato”. Il professore dell’Università di Genova parlando delle conseguenze di quello avvenuto domenica, il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande è ancora in prognosi riservata, ha dichiarato: “Dato di fatto è che dopo quell’attentato non c’è stata alcuna opposizione all’interno del Pd nell’approvare la linea dell’emergente governo di Enrico Letta. Quei 101 parlamentari che avevano impallinato Romano Prodi ora dove sono? Dopo la sparatoria si sono ricompattati. E questo è un dato di fatto, è oggettivo. Può darsi anche che non ci sia alcuna correlazione tra le due cose, però…”.

Paolo Becchi si è anche lamentato di essere stato vittima di una trappola e ha annunciato di non voler mai più partecipare a dibattiti tv. “Mi hanno criminalizzato fino al punto che il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze da me. Io tutto voglio fare tranne che danneggiare il Movimento” ha cercato di giustificarsi così dopo le sue frasi shock e le polemiche conseguite.

A prendere definitivamente le distanze dal docente anche Vito Crimi, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, descrivendolo come “un semplice simpatizzante” che rappresenta “come ogni cittadino, solo se stesso”.