I 162 neoparlamentari del M5S si sono riuniti per la prima volta presso un albergo romano, non solo per eleggere i capigruppo e portavoce di Camera e Senato – per la cronaca, saranno rispettivamente Roberta Lombardi e Vito Crimi (ma solo per tre mesi, poi si cambia, non sia mai che qualcuno impari a fare qualcosa)– ma anche per presentarsi e conoscersi tra loro. Per nostra somma delizia, il tutto è stato trasmesso in diretta in streaming su “La Cosa”, dandoci così l’opportunità di osservare più da vicino chi andrà a sedersi in Parlamento, prima che i corsi di formazione vadano a intaccarne la purezza.

Ora, va senz’altro detto che la struttura della presentazione non ha facilitato il compito ai poveri cinquestelle, costretti a riassumere competenze e obiettivi in una manciata di secondi davanti a una platea di loro pari, neanche fossimo a tutt’altro genere di seduta di gruppo o su The Club. Però, onestamente, lo spettacolo (tuttora in corso, qualcuno deve aver refreshato l’Italia con zelo eccessivo, incasinando il segnale) è stato qualcosa che si trova da qualche parte tra gli aggettivi “angosciante”, “grottesco” e “surreale”.

Ed ecco la neodeputata disoccupata che vuole mettere a disposizione della comunità le sue conoscenze di “ragioneria e segreteria”, il sommelier che vorrebbe occuparsi di agricoltura ma la cui prima azione politica sarebbe “una legge anti-corruzione”, un altro neoeletto del sud che ha a cuore “i trasporti e la manutenzione, soprattutto la manutenzione del nostro acquedotto in Puglia”. E poi ancora: quello che “ha fatto una laurea in scienze ambientali”, il neosenatore che vuole “occuparsi della fuga dei cervelli”, un altro ancora che parla tre lingue e per questo vorrebbe lavorare in Commissioni Esteri (centralino o back-office fa lo stesso), il cicloturista che sogna di “andare a Montecitorio in bicicletta”, la contro-giornalista che vuole fare solo contro-informazione in un contro-Minculpop (o viceversa), il quasi-laureato esperto di “attività motorie”, colui che vuole “andare a cercare i diritti che tutti noi abbiamo” e colei che porta “come argomenti la casa, il lavoro e la famiglia… più di così!“, il vegano di 25 anni che si è “disiscritto dalla Chiesa Cattolica” (mentre io vorrei magnottescamente iscrivermi ai terroristi), il blogger che desidera ardentemente “portare in Parlamento la passione per il web e per la musica”.

Scegliete pure il vostro Grillo Parlamentante preferito. Io, nel mio cuore, ho già scelto il mio: Dany Donno. Lei, che nel suo profilo Meetup si definisce “una portatrice sana di libero pensiero”, e che tra le sue competenze ha inserito “usare il pc e internet, collaborare in gruppi, proporre iniziative che riguardano il territorio”, si presenta così:

Mi chiamo Dany Donno, sono di Lecce, la Firenze del Sud. Non mi candido per un motivo particolare”.

Visto? Mica è difficile.