È un attacco estremamente virulento quello apparso sulla pagine del blog di Beppe Brillo, organo ufficiale del Movimento 5 Stelle, ai danni di Matteo Renzi.

La premessa dell’articolo, un vero e proprio “j’accuse” anonimo e comunitario insieme, è ovviamente la reclamata vittoria del Movimento alle elezioni amministrative appena trascorse, amplificata dalla conquista di Roma e Torino: “In Italia il cambiamento è iniziato, ma c’è chi fa finta di niente e chi prova a bloccarlo, che è come cercare di fermare il vento per le mani.”

Il peccato che viene contestato al leader del Pd, definito “ il premier non eletto”, è quello di non aver preso in considerazione le proposte che i 5 Stelle hanno portato avanti sin dal programma del 2013: “La risposta è stata prima il silenzio assoluto, poi un nuovo decreto a favore delle banche e ora il cambio delle carte in tavola.”

Tra i vari punti in discussione vi sono il tanto criticato o sbandierato reddito di cittadinanza, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, l’abolizione dell’IRAP, il DASPO ai politici corrotti e infine l’abolizione di Equitalia.

Eppure, prosegue l’articolo, l’ormai pressato Renzi si sarebbe trincerato dietro due mosse politiche, unica possibilità di bloccare la marea rappresentata dal Movimento 5 Stelle.

Si tratta nello specifico della “modifica della legge elettorale, non per inserire le preferenze ma perché l’Italicum prevede il ballottaggio e Renzi ha paura di esser battuto con un 70 – 30 come successo a Roma”, e della “posticipazione del referendum costituzionale, perché il premier non eletto ha personalizzato il referendum salvo poi rendersi conto dopo il voto del 19 giugno che gli italiani non vedono l’ora di mandarlo a casa”.

Accusato di voler “cambiare le carte in tavola”, Renzi è descritto come “un baro da due soldi e con la coda tra le gambe” che non ha mai voluto accettare il dialogo con i 5 Stelle, e che ha promosso una dietro l’altra una serie di leggi ad partitum. Tra queste anche l’Italicum, che il Movimento contesta ferocemente che promette di ancorare alla Costituzione, una volta arrivato al governo.