La Banca centrale europea ha deciso di respingere la richiesta di Mps e non concederà dunque ulteriore tempo per procedere con l’aumento di capitale. La richiesta di Mps era stata successiva all’esito del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, che ha visto trionfare il No e dimettersi, successivamente, il Premier Matteo Renzi. Probabilmente, però, la Bce non ha ritenuto che tutto questo dovesse essere motivo sufficiente per concedere una proroga alla data di scadenza e ha quindi rigettato la richiesta. A questo punto, dunque, dovrebbe essere il Tesoro italiano a dover intervenire per ricapitalizzare l’istituto bancario.

Mps: reazioni in Borsa

I membri della Banca centrale europea sarebbero apparsi piuttosto divisi sulla decisione da prendere ma a quanto pare alla fine avrebbe prevalso la scelta di rifiutare la proroga. La notizia ha poi ovviamente provocato un crollo del titolo di Mps in Borsa (ribasso fino al 16 per cento), dopo che a Piazza Affari si sono verificate continue sospensioni dello stesso. La notizia che la proroga al 20 gennaio, per concludere la ricapitalizzazione da cinque miliardi di euro del gruppo Mps, non è stata concessa, ha fatto sì crollare il titolo ma a quanto pare non preoccupare i vertici di banca Monte Paschi di Siena, che per bocca del Presidente Alessandro Falciai avrebbero fatto appunto sapere che il no della Bce non sarebbe fonte di preoccupazioni.

Mps: la proposta di Beppe Grillo e del M5S

Il Movimento 5 Stelle e il suo leader, Beppe Grillo, sarebbero assolutamente convinti del fatto che per salvare Mps e il sistema bancario italiano occorra soltanto un aiuto da parte dello Stato. Questa soluzione potrebbe evitare, tra l’altro, che venga nuovamente applicata la bail-in ai piccoli risparmiatori, come accaduto l’anno scorso.