Con una mossa del tutto a sorpresa la Banca centrale europea ha chiesto ieri che la manovra finanziaria statale per il salvatggio di Mps – Monte dei Paschi di Siena dovrà arrivare a 8,8 miliardi invece che i previsti 5.

L’aumento della cifra era in realtà previsto dagli esperti ed era già stato ipotizzato, ma a fare clamore è l’entità dell’aumento decisa lo scorso giovedì durante la Supervisory board: secondo quanto afferma Il Sole 24 ore la scelta sarebbe stata piuttosto controversa e non avrebbe raggiunto l’unanimità.

Nelle due lettere inviate a Mps si registra una carenza di capitale in merito al coefficiente del patrimoniale atteso alla fine del 2018 e viene evidenziato il deterioramento della liquidità della banca nel mese di dicembre, con un passaggio da 14,6 a 8,1 miliardi.

La differenza rispetto al fabbisogno prospettato dalla Bce è dunque evidente e, una volta fallito di tentativo di salvataggio da parte del mercato, a sanare il divario dovrà provvedere lo Stato, che nel frattempo ha varato un fondo di sicurezza da 20 miliardi.

La Bce ha affermato di aver rivisto la cifra “in base ai risultati degli stress di luglio, valutati però alla luce del trattamento riservato a suo tempo alle banche greche”; in sostanza degli 8,8 miliardi richiesti la metà, circa 4,5, sarebbero direttamente a carico dello Stato, mentre l’altra, 4,3, a carico degli obbligazionisti.