Reynold’s, gigante del tabacco americano, dovrà pagare un risarcimento miliardario a Cynthia Robinson, vedova di un fumatore. Lo ha stabilito una giuria della Florida, che si è pronunciata sull’azione legale a favore della donna. Che ora dovrà ricevere 23,6 miliardi di dollari. L’avvocato di Robinson ha detto: “La giuria ha voluto inviare un messaggio chiaro all’industria del tabacco, sul fatto che non si può continuare a mentire agli americani e al governo”.

La causa era iniziata nel 2008. L’azienda ha già preannunciato il ricorso in appello. Reynold’s, tra gli altri, controlla i marchi Camel, Pall Mall, Winston e Lucky Strike. Michael Johnson, l’uomo deceduto a causa di un cancro ai polmoni a soli 36 anni. fumava fin da quando aveva 13 anni. Era arrivato a farsi fino a tre pacchetti al giorno e aveva fumato anche il giorno della morte. Secondo la giuria della Florida, sui pacchetti di sigarette non era chiaramente indicato il pericolo per chi fumava. Cosa che avrebbe potuto salvare la vita anche a Johnson.

La sentenza arriva dopo una dura battaglia, iniziata nel 1994 con un class action. Nel 2000, il verdetto di primo grado aveva stabilito un risarcimento record di 145 miliardi di dollari per i familiari dei fumatori che avevano fatto causa. Nel 2006, però, la Corte Suprema della Florida aveva annullato il verdetto, sostenendo che i casi erano troppo diversi tra loro per essere giudicati allo stesso modo. La Corte aveva però lasciato alle singole persone la possibilità di fare una causa individuale.

Cynthia Robinson ha seguito il consiglio e si è fatta riconoscere prima 7,3 miliardi di dollari per lei e 9,6 milioni per il figlio come danni compensativi. Poi è arrivata l’ultima sentenza, che inchioda la seconda compagnia statunitense del tabacco. L’appello è però dietro l’angolo: “La sentenza è stata affrettata”. Reynold’s teme anche per le altre cause, intentate da un migliaio di persone. Questo primo verdetto rappresenta un temibile precedente.