Nessuno aveva notizie di lei da tempo. Si pensava fosse all’estero. Poi la scoperta del suo cadavere, a casa sua. Era seduta su una poltrona, una mano appoggiata su un ginocchio e l’altra in una posizione come se stesse per benedire. Soprattutto, il corpo si trovava in stato di mummificazione.

Graziella Giraudo, così si chiamava, aveva 68 anni. Veniva chiamata “santona”, perché aveva la fama di guaritrice a Borgo San Dalmazio (Cuneo), dove viveva. Ma la vicenda è molto più complessa. Graziella viveva in quella villetta con la consuocera, Rosa Giraudo; quest’ultima è morta di tumore il 24 ottobre. La domenica successiva i figli hanno trovato il corpo di Graziella, e hanno avvisato i carabinieri.

L’autopsia è in corso, per stabilire innanzitutto la data della morte, avvenuta comunque da molto tempo. Il medico legale ha detto che il corpo aveva la consistenza e il colore del cuoio, da qui l’aspetto di una mummia. Non risultano ferite da corpi contundenti. Si presume quindi una morte per cause naturali. Il corpo era inoltre conservato molto bene, pulito, come se qualcuno se ne fosse preso cura.

Nessuno nel vicinato o nella famiglia sembrava essersi insospettito per l’assenza prolungata della donna. Solo Rosa si vedeva in giro. Graziella, mai. Il caso è stato definito come molto complesso. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per occultamento di cadavere. Per ora i carabinieri escludono l’ipotesi di una truffa per riscuotere la pensione, poiché la donna non percepiva sussidi.