Eleonora, padovana di 18 anni, è morta di leucemia poiché i genitori, con il suo assenso, hanno deciso di rifiutare la chemioterapia che – come da prassi – era stata proposta dai medici per curare questa terribile malattia e scongiurare la sua morte. I genitori, infatti, avrebbero optato per una cura alternativa basata su cortisone e vitamina C che, stando così le cose, non sarebbe bastata. Stando a ciò che scrive “Il Mattino di Padova”, i genitori avrebbero perso la patria potestà su decisione del Tribunale.

Affetta da leucemia dall’inizio dell’anno

Eleonora, che risedeva a Bagnoli, in provincia di Padova, aveva scoperto di essere affetta da leucemia già all’inizio dell’anno. Aveva soltanto 17 anni e a decidere per lei erano stati chiamati i suoi genitori i quali, col suo assenso, avevano optato per cure alternative, dicendo di no all’ospedale che avrebbe dovuto curarla con la chemioterapia. Stando alle prime informazioni trapelate, i due avrebbero seguito la tesi dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer secondo il quale tutte le malattie sarebbero una risposta del nostro organismo a traumi psicologici. La ragazza, infatti, da poco tempo aveva perso il fratello, morto prematuramente a soli 22 anni poiché stroncato da un aneurisma mentre si trovava in vacanza.

Leucemia curata con terapie alternative

I genitori, quando Eleonora era ancora minorenne, aveva firmato le sue dimissioni dal reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Padova e l’avevano portata via. Una decisione che gli è costata una segnalazione al Tribunale dei minori il quale, in pochi giorni, gli avrebbe tolto persino la patria potestà. La giovane poi era stata portata in Svizzera, all’ospedale di Bellinzona, per una terapia alternativa a base di cortisone e vitamina C. “E’ stata un’esperienza dura e triste, continuavano a darci degli assassini. Non abbiamo fatto altro che ricordare che ci deve essere libertà di cura è il commento del legale dei genitori.